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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 06854/2026 del 19/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e bancarotta preferenziale. Con il primo motivo contesta che i prelievi dal conto della societa' (39.000 euro, 8.600 euro per affitti, 140.000 euro) fossero destinati al sostentamento personale e familiare e quindi non configurassero distrazione dolosa; invoca la giurisprudenza secondo cui non ogni prelievo determina automaticamente bancarotta per distrazione, occorrendo valutare la congruità rispetto all'attivita' e all'interesse sociale. Con il secondo motivo deduce che la Corte d'appello non avrebbe accertato l'elemento soggettivo del reato di bancarotta preferenziale, ossia la volonta' di favorire determinati creditori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato: l'amministratore di una societa' di capitali non puo' destinare il patrimonio sociale a spese proprie o della famiglia, e tali condotte rientrano nella bancarotta fraudolenta per distrazione (richiamando consolidata giurisprudenza e riferimenti agli artt. della legge fallimentare). Il secondo motivo e' inammissibile perche' la questione relativa alla bancarotta preferenziale non era stata devoluta in appello, quindi non puo' essere censurata in cassazione. Per l'inammissibilita' e' stata imposta al ricorrente la condanna alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. La Corte non ha rilevato d'ufficio la prescrizione, ne' il ricorrente l'ha dedotta.

Norme richiamate

  • art. 223 legge fallimentare

    art. 223, comma primo, legge fall.

    La Corte ha ritenuto applicabile la fattispecie di bancarotta fraudolenta per distrazione ai casi in cui l'amministratore di societa' di capitali utilizza il patrimonio sociale per spese personali o familiari

  • art. 216 legge fallimentare

    art. 216, comma primo, n. 1, legge fall.

    Richiamato in rapporto all'art. 223 per definire la condotta di bancarotta fraudolenta patrimoniale

  • art. 217 legge fallimentare

    art. 217, comma primo, n. 1, legge fall.

    Indicata come non applicabile al caso in esame poiche' riguarda l'imprenditore individuale e non l'amministratore di societa' di capitali

  • art. 222 legge fallimentare

    Richiamato per chiarire la diversa disciplina delle spese effettuate dal socio illimitatamente responsabile nelle societa' di persone

  • art. 611 cod. proc. pen.

    art. 611 cod. proc. pen., nel testo riscritto dal d.lgs. n. 150 del 2022

    Norma procedurale che disciplina il trattamento del ricorso in camera di consiglio; il ricorso e' stato trattato ai sensi di tale disposizione

  • art. 129 e art. 609 c.p.p.

    art. 129 e art. 609, comma secondo, cod. proc. pen.

    La Corte ricorda che l'inammissibilita' del ricorso impedisce la rilevazione d'ufficio di eccezioni, come la prescrizione, non dedotte o rilevate in precedenza

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. 5, n. 48198 del 22/06/2017 (Maruzzi); Sez. 5, n. 2799 del 22/10/2014 (Merlo)

    Decisioni richiamate per il principio che l'amministratore di societa' di capitali non puo' destinare il patrimonio sociale a spese proprie o familiari senza incorrere in bancarotta per distrazione

Massime di principio

  • L'amministratore di una societa' di capitali che utilizza fondi societari per spese personali o familiari rischia una qualificazione come bancarotta fraudolenta per distrazione: la legge e la giurisprudenza non consentono che il patrimonio sociale sia usato come se fosse personale
  • Contestazioni generiche o aspecifiche sui prelievi non sono sufficienti in sede di cassazione: la difesa deve indicare chiaramente la natura della prestazione remunerata, la congruita' del compenso e produrre elementi probatori specifici
  • Questioni non devolute o non discusse in appello (es. specifica qualificazione relativamente alla bancarotta preferenziale) non possono essere introdotte per la prima volta in cassazione
  • La prescrizione del reato deve essere eccepita nei termini processuali opportuni; se non rilevata o dedotta in sede di appello e non portata tra i motivi di ricorso, la Cassazione normalmente non la rileva d'ufficio in presenza di inammissibilita'
  • In casi di prelievi societari contestati, una difesa efficace richiede documentazione (mandati, ricevute, contratti di lavoro o di incarico, accordi sul compenso) che dimostri la legittimita' e la congruita' delle somme trasferite

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