Sentenza n. 1172/2026 - Milano, Sezione 2
per l'annullamento - del provvedimento prot. 0444862.U del 25 agosto 2022 della Direzione Specialistica Attuazione Diretta PGT e SUE del Comune di Milano, ricevuto in pari data, mediante il quale è stata comunicata l'improcedibilità dell'istruttoria e diffidata la società dall'iniziare le opere dichiarate nella Segnalazione Certificata di Inizio Attività condizionata, presentata, ai sensi dell'articolo 23 bis del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, in data 26 luglio 2022, in atti P.G. 406294/2022, pratica n. 3533/2022; - di ogni atto o provvedimento presupposto, successivo o comunque ad esso connesso, tra cui il verbale di istruttoria tecnica del 2 agosto 2022 e il parere dell'Area PUG PG 422530 del 4 agosto 2022; nonché, ove occorrer possa, - della deliberazione di Consiglio comunale 14 ottobre 2019 n. 34, avente a oggetto “controdeduzioni alle osservazioni e approvazione definitiva del nuovo Documento di Piano, della variante del Piano dei Servizi, comprensivo del Piano per le Attrezzature Religiose, e della variante del Piano delle Regole, costituenti il Piano di Governo del Territorio, ai sensi e per gli effetti dell'art. 13 della L.R. 11 marzo 2005 n. 12 e s.m.i.", il cui avviso di approvazione è stato pubblicato sul B.U.R.L., Serie Avvisi e concorsi, n. 6 del 5 febbraio 2020, con specifico riferimento all'articolo 8, comma 5, delle Norme di Attuazione del Piano delle Regole.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento comunale che ha dichiarato improcedibile l'istruttoria e diffidato dall'inizio delle opere dichiarate in una SCIA condizionata
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato il provvedimento comunale del 25 agosto 2022, nonché gli atti istruttori e, ove occorrente, la deliberazione consiliare di approvazione del Piano di Governo del Territorio, contestando la mancata possibilità di iniziare le opere dichiarate nella SCIA condizionata presentata ai sensi dell'art. 23-bis del d.P.R. n. 380/2001. Il testo della sentenza non riporta in dettaglio i singoli motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, rappresentando che l'immobile era stato inserito nell'elenco degli edifici dismessi con criticità ai sensi dell'art. 40-bis della l.r. n. 12/2005 e che stava valutando una nuova ipotesi progettuale, per la quale aveva presentato una distinta istanza ai sensi dell'art. 40 del regolamento edilizio comunale. Il Comune ha aderito alla richiesta di definizione del giudizio e alla compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Ha ritenuto che la dichiarazione inequivoca della ricorrente, fondata sul mutamento della situazione amministrativa e progettuale intervenuto durante il giudizio, dimostrasse il venir meno dell'utilità concreta della pronuncia annullatoria. La sopravvenuta carenza di interesse richiede una situazione di fatto o di diritto nuova rispetto a quella esistente al momento della proposizione del ricorso, tale da rendere inutile la sentenza; tale presupposto è stato ravvisato nella volontà della ricorrente di non proseguire il giudizio e nella prospettazione di un nuovo intervento. Le spese sono state compensate, considerata la natura meramente processuale della decisione e l'adesione del Comune.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuta carenza d’interesse
Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, per una situazione nuova rispetto a quella esistente alla proposizione, viene meno l'utilità concreta della pronuncia giudiziale.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale disposizione processuale applicabile alla definizione del giudizio.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa in udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 23-bis d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380
Individuato come base normativa della SCIA condizionata presentata dalla società, senza che il giudice ne esamini il merito.
art. 40-bis l.r. 11 marzo 2005, n. 12
Richiamato in relazione all'inserimento dell'immobile nell'elenco degli edifici dismessi con criticità; tale sopravvenienza è valorizzata ai fini del venir meno dell'interesse al ricorso.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse sussiste quando, dopo la proposizione del ricorso, interviene una situazione di fatto o di diritto nuova che rende concretamente inutile la pronuncia richiesta al giudice.
- La dichiarazione inequivoca del ricorrente di non ritenere più utile la decisione sulla domanda annullatoria è idonea a fondare la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, purché emerga il venir meno dell'utilità concreta della pronuncia.
- La valutazione della sopravvenuta carenza di interesse deve essere compiuta con riferimento all'utilità attuale della decisione richiesta, anche alla luce di una nuova impostazione progettuale o amministrativa relativa al medesimo immobile.
- Quando il giudizio si conclude per una ragione meramente processuale e la parte resistente aderisce alla compensazione, le spese possono essere compensate tra le parti.
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