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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32999/2023 del 28/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Rispo ha impugnato l'ordinanza del 30/11/2022 del Tribunale di Nola che aveva rigettato la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione ex art. 671 cod. proc. pen. tra due condanne per reati di produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacenti commessi il 22/01/2021 e il 12/10/2021 nello stesso complesso popolare di Brusciano. Il ricorrente contestava che la diversa ubicazione dei civici e la parziale differenza delle sostanze sequestrate non potessero escludere l'unicità del disegno criminoso, considerando che in entrambi i casi era stato sorpreso in una nota piazza di spaccio.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione avesse fornito motivazione coerente e logica, rilevando l'assenza della prova dell'unicità del disegno criminoso: i due reati erano commessi a distanza di nove mesi e con modalità esecutive differenti (diversi civici, differenti tipi di stupefacenti e condizioni di esecuzione), elementi che, secondo la giurisprudenza, ostano al riconoscimento della continuazione. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base procedurale per la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione; la Corte valuta se i reati possano essere connessi da un medesimo disegno criminoso ai fini dell'applicazione della continuazione.

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Interpretato come parametro per valutare l'esistenza di un unico disegno criminoso: la continuazione richiede che i singoli reati costituiscano parte integrante di un unico programma deliberato fin dall'origine.

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (T.U. stupefacenti)

    Norma sostanziale relativa ai reati di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti; richiamata per identificare la fattispecie dei reati oggetto delle sentenze di merito.

  • art. 73, comma 5, T.U. stupefacenti

    Richiamato per la qualificazione di una delle condotte come reato nella forma di lieve entità; la qualificazione sostanziale non è di per sé determinante ai fini della continuazione, che richiede valutazione unitaria del disegno criminoso.

  • Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010, Bonasera, Rv. 246838

    Giurisprudenza di legittimità richiamata per i criteri sintomatici dell'esistenza del medesimo disegno criminoso (vicinanza cronologica, causale, condizioni di tempo e luogo, modalità delle condotte, tipologia dei reati, bene tutelato, omogeneità delle violazioni).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento a seguito del rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Per riconoscere la continuazione è necessario dimostrare l'unicità di un disegno criminoso deliberato fin dall'origine; non basta la mera omogeneità materiale dei reati.
  • I fattori rilevanti sono la vicinanza cronologica, la causalità, le condizioni di tempo e luogo, le modalità esecutive, la tipologia dei reati e l'omogeneità della violazione del bene tutelato; l'assenza o la differenza significativa in uno o più di questi elementi può escludere la continuazione.
  • Differenze nella modalità esecutiva (es. luoghi diversi all'interno dello stesso complesso, diversi tipi di stupefacenti, intervallo temporale rilevante) possono essere motivo valido per negare la continuazione se impediscono di ritenere un medesimo progetto criminoso.
  • La parte che invoca la continuazione ha l'onere di provare l'esistenza dell'unità del disegno criminoso; il giudice deve motivare la valutazione e il rimedio della Corte è limitato a verificare la logicità e la coerenza della motivazione.
  • La mera prossimità geografica o il fatto che l'imputato operi abitualmente nella stessa area non implica automaticamente la continuazione: occorre una valutazione complessiva degli altri indici sintomatici.

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