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Sentenza

Sentenza del 19/04/2018 n. 2576 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Ires - Recupero a tassazione costi non inerenti - Lavori di ristrutturazione - Hotel - Promittente acquirente - Copia del contratto di incarico con azienda esecutrice lavori - Legittimità dell'avviso

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L'avviso di recupero a tassazione è stato ritenuto legittimo, poiché la contribuente non ha fornito una documentazione idonea a dimostrare l'inerenza dei costi. La sola copia del contratto di incarico con l'impresa esecutrice dei lavori non consente di provare che le spese siano state sostenute nell'interesse dell'attività d'impresa e siano fiscalmente deducibili.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Amministrazione ha recuperato a tassazione costi di ristrutturazione qualificati come non inerenti all'attività d'impresa. La contribuente aveva prodotto la sola copia del contratto di incarico stipulato con l'azienda esecutrice dei lavori, sostenendo che tale documentazione dimostrasse la riferibilità dei costi all'hotel oggetto di compravendita. Tuttavia, la mera esistenza del contratto non era sufficiente a provare l'inerenza concreta delle spese: occorreva documentare l'attività da cui erano derivati i costi imputati al conto "immobili", nonché il collegamento effettivo tra i lavori, l'operazione alberghiera e l'attività economica esercitata.

Norme richiamate

  • d.P.R. 917/1986, art. 75

    La deducibilità dei componenti negativi di reddito richiede che essi siano riferibili all'attività d'impresa e presentino un effettivo collegamento con la produzione dei ricavi o con l'esercizio dell'attività. Il contribuente deve dimostrare tale inerenza mediante elementi documentali concreti.

  • d.P.R. 633/1972, art. 19

    Il diritto alla detrazione dell'IVA presuppone che beni e servizi siano acquistati nell'esercizio dell'impresa e siano inerenti alle operazioni effettuate. Anche ai fini IVA, la documentazione deve dimostrare l'effettiva riferibilità della spesa all'attività economica.

  • Cassazione, sentenza n. 22790/2009

    Il contribuente deve fornire la prova dell'inerenza dei costi attraverso documentazione idonea a dimostrare il collegamento concreto tra la spesa e l'attività d'impresa.

  • Cassazione, sentenza n. 18302/2008

    La deducibilità non deriva automaticamente dalla contabilizzazione o dalla fatturazione della spesa; è necessario dimostrare la sua effettiva riferibilità all'attività esercitata.

Massime di principio

  • La semplice fattura o il contratto con il fornitore non sono normalmente sufficienti a dimostrare l'inerenza del costo: occorre documentare l'attività concreta che ha generato la spesa.
  • Per le spese di ristrutturazione relative a un immobile destinato all'attività d'impresa, è opportuno produrre contratti, autorizzazioni, progetto dei lavori, stati di avanzamento, verbali, pagamenti, documentazione tecnica e prova dell'utilizzo dell'immobile nell'attività economica.
  • La qualità di promittente acquirente dell'immobile non dimostra da sola che i lavori siano inerenti: deve risultare il collegamento effettivo tra l'immobile, l'investimento e i ricavi o l'attività aziendale.
  • L'onere di provare l'inerenza grava sul contribuente, che deve dimostrare non solo l'esistenza della spesa, ma anche la sua necessità o utilità rispetto all'attività d'impresa.
  • La contabilizzazione dei costi nel conto "immobili" non costituisce prova definitiva della loro deducibilità o detraibilità fiscale; la qualificazione contabile deve essere supportata da documentazione sostanziale.
  • In assenza di una prova documentale completa del collegamento tra lavori e attività economica, l'Amministrazione può legittimamente disconoscere la deduzione dei costi e, ove applicabile, la detrazione dell'IVA.

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