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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13434/2022 del 07/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla ritenuta responsabilità di Alesci: il ricorrente sosteneva di non aver rafforzato né agevolato la condotta dei due coimputati, di essersi limitato a chiedere aiuto per chiarire, per questioni di lingua, una richiesta di denaro avanzata dalla persona offesa, e di essersi tenuto in disparte durante le percosse; deduceva inoltre contraddittorietà nella ricostruzione del gesto attribuito a Alesci che avrebbe ordinato l'aggressione

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. I giudici hanno ritenuto che le critiche del ricorrente fossero essenzialmente questioni di fatto, non sindacabili in sede di legittimità salvo vizio manifesto, e hanno confermato la valutazione del merito secondo cui Alesci aveva concorso nel pestaggio in qualità di organizzatore e sovrintendente: era stato provato che Alesci convocò le altre due persone, diede un cenno che fece iniziare l'aggressione e ne sollecitò la cessazione, che il fatto si era svolto anche in una zona non ripresa dalle telecamere e che le versioni difensive dei coimputati apparivano funzionali al loro datore di lavoro. Conseguenze economiche: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese della parte civile liquidate in complessivi euro 3.500,00 oltre accessori di legge

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen.

    Richiamato in relazione al reato di lesioni personali, come norma sostanziale applicata alla condotta violenta nei confronti della persona offesa

  • art. 585, comma 1 cod. pen.

    Richiamato quale riferimento alle conseguenze o specifiche previsioni sulle lesioni (come riportato nella sentenza), applicato nell'ambito della valutazione della responsabilità per le lesioni

  • art. 577, comma 1, n. 2 cod. pen.

    Citato nella motivazione della sentenza impugnata; dalla ricostruzione emerge che la norma è stata richiamata in connessione con le qualificazioni aggravanti indicate (nella sentenza sono comunque considerate aggravanti la premeditazione e l'aver agito in più persone riunite)

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. Un. 30/4-2/7/1997 n.6402 ecc.)

    Richiamata per il principio secondo cui la Corte di Cassazione, in sede di legittimità, non può riconsiderare la valutazione probatoria compiuta dal giudice di merito salvo vizio logico-manifesto o violazione di legge

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti: le doglianze che riguardano la valutazione delle prove sono, di norma, non ammissibili se non accompagnate da un chiaro vizio di diritto o di logica manifesto nella motivazione del giudice di merito
  • Per essere ritenuto concorrente in un'aggressione collettiva non è necessario aver materialmente colpito la vittima: l'organizzazione, l'istigazione, il cenno che fa iniziare l'azione o quello che ne determina la cessazione possono qualificare la partecipazione come concorso nel reato
  • Le riprese video, le coerenze temporali, le condotte successive (es. condurre la vittima in luogo non ripreso, allontanarsi insieme dopo l'evento) e le dichiarazioni contraddittorie o concordanti dei coimputati sono elementi che, nel loro insieme, consentono una valutazione probatoria favorevole all'accusa se il giudice di merito li ritiene logicamente concatenati
  • Le versioni difensive fornite da persone con interesse diretto (es. dipendenti) possono essere ritenute inattendibili se risultano funzionali alla protezione dell'interesse del datore di lavoro e non hanno riscontri oggettivi
  • In ipotesi di inammissibilità del ricorso per motivi essenzialmente fattuali il ricorrente può essere condannato alle spese del giudizio di legittimità e a sanzioni pecuniarie (es. somme alla Cassa delle ammende)

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