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Sentenza

Sentenza n. 3079/2026 - Milano, Sezione 2

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n.839/2024 della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202600378

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 839/2024 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, relativa all'attribuzione di euro 2.500,00 mediante carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito per l'esatta esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 839/2024 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a corrisponderle, per gli anni scolastici dal 2018/2019 al 2022/2023, la somma complessiva di euro 2.500,00 mediante l'assegnazione della carta elettronica prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015. La sentenza era passata in giudicato ed era stata notificata, ma l'amministrazione non aveva inizialmente adempiuto. La ricorrente ha quindi chiesto l'ordine di conformazione al giudicato, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza e la condanna alle spese. Il Ministero si è costituito resistendo al ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, prendendo atto della dichiarazione resa in udienza dal difensore della ricorrente circa l'avvenuto accreditamento dell'importo dovuto. L'adempimento è intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza; per tale ragione il Collegio ha posto le spese del giudizio a carico del Ministero, liquidandole in euro 800,00 oltre IVA, CPA, spese generali e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore dei difensori antistatari. Non è stata quindi disposta la nomina del commissario ad acta né impartito un ulteriore ordine di pagamento, essendo stata integralmente soddisfatta la pretesa azionata.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

  • art. 26 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della condanna alle spese del giudizio di ottemperanza.

  • art. 39 c.p.a.

    Richiamato per l'applicazione delle disposizioni del codice di procedura civile in materia di spese.

  • art. 93 c.p.c.

    Consente la distrazione delle spese a favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

  • art. 1, comma 121, legge n. 107/2015

    Prevede la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, oggetto del giudicato da eseguire.

  • art. 124 disp. att. c.p.c.

    Richiamato quale riferimento per l'attestazione del passaggio in giudicato della sentenza posta in esecuzione.

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato per l'onere relativo al contributo unificato, se dovuto nel giudizio.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l'amministrazione soddisfa integralmente la pretesa risultante dal giudicato, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Se l'adempimento del giudicato interviene solo dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese del giudizio possono essere poste a carico dell'amministrazione, secondo il criterio della soccombenza virtuale o della causalità della lite.
  • L'integrale soddisfazione della pretesa durante il giudizio rende non necessaria la nomina del commissario ad acta e priva di utilità l'ulteriore ordine giudiziale di esecuzione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolasticoSpese di lite
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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