Cassazione Penale, Sentenza n. 7875/2022 del 04/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva condannato Avolio Pietro per la contravvenzione relativa alla distribuzione per il consumo di sostanze alimentari con cariche microbiche superiori ai limiti. Il ricorso eccepiva: 1) vizio di motivazione per presunta errata valutazione probatoria in ordine alla mancata delega scritta e alla sussistenza di carenze organizzative, sostenendo che la prova documentale e testimoniale dimostrava l'esistenza di responsabilità affidata a terzi; 2) difetto di motivazione nella determinazione della pena, lamentando l'assenza di specifiche ragioni per l'irrogazione di una ammenda molto lontana dal minimo edittale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo ritenendo la motivazione del giudice di merito adeguata e congrua sull'affermazione di responsabilità, con richiamo al principio che la delega anche orale è ammissibile ma deve risultare provata; ha invece accolto il secondo motivo: ha annullato la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio per carenza di motivazione sulla misura della pena (ammenda di euro 10.000,00 molto distante dal minimo edittale), disponendo il rinvio al Tribunale di Milano, in diversa persona fisica, per nuovo giudizio sulla sanzione. La declaratoria di responsabilità resta irrevocabile.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, cod. proc. pen.
Norma sulle articolazioni del ricorso per cassazione: lett. b) consente la censura per violazione di legge, lett. e) per vizio di motivazione. Usata per inquadrare i motivi dedotti dal ricorrente.
art. 132 cod. pen.
Principio generale sulla determinazione della pena: obbligo di adeguata motivazione nella scelta della sanzione.
art. 133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena; la Corte richiama che il richiamo generico a tali criteri non è sufficiente quando la pena sia significativamente distante dal minimo edittale.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale cui la Corte si attiene per la sintesi dei motivi di ricorso; disciplinazione formale della formulazione del ricorso in Cassazione.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3 e Sez. 4)
Richiamati precedenti che affermano: la delega orale è possibile ma deve essere provata; inoltre, quando la pena è prossima al massimo edittale è necessaria motivazione specifica e dettagliata sulla quantità della pena.
Massime di principio
- La delega di funzioni inerenti la sicurezza alimentare può essere anche orale, ma in sede penale occorre prova certa dello specifico conferimento di poteri e delle relative responsabilità; l'esiguità della retribuzione o altri indici possono incidere sulla credibilità della versione difensiva.
- La presenza in azienda di un organigramma, di un responsabile indicato o di contratti con partner esterni per controlli non esime automaticamente il titolare dalla responsabilità penale: è necessario che vi sia una delega efficace e provata e che gli accorgimenti organizzativi siano effettivamente idonei e attuati.
- Nel giudizio di quantificazione della pena il giudice deve motivare in modo specifico se si discosta in misura significativa dal minimo edittale; formule di stile o richiamo generico ai criteri di legge non sono sufficienti quando la pena è elevata.
- Un annullamento limitato alla determinazione della sanzione è possibile: la Cassazione può confermare la responsabilità e nondimeno disporre il rinvio per nuovo giudizio solo sulla pena quando manchi la motivazione necessaria.
- In casi analoghi, chi esercita la difesa dovrebbe documentare con attenzione l'effettivo conferimento di deleghe e i meccanismi di controllo aziendale (es. deleghe scritte, contratti operativi, verbali di audit interni) e contestualmente richiedere motivazioni dettagliate in caso di condanne con sanzioni elevate.
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