Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22029/2025 del 11/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che ha confermato gli arresti domiciliari con dispositivo elettronico per i capi 3) turbativa d'asta giudiziaria aggravata dall'art. 416-bis.1 c.p. e 4) tentata estorsione aggravata dall'art. 416-bis.1 c.p.. Il ricorso censura: mancata autonoma valutazione del giudice del riesame (che avrebbe fatto propri gli argomenti dell'ordinanza genetica); inutilizzabilità delle intercettazioni da captatore informatico per vizi del relativo decreto (errore sul destinatario richiamato); insufficienza di elementi specifici e mancanza di condotta concreta attribuibile al ricorrente sia per la turbativa d'asta (le intercettazioni documentano solo atti preparatori e volontà, non condizionamento) sia per la tentata estorsione (il ruolo si esaurisce nella presenza all'incontro; eventuale violenza posta in essere dal figlio non sarebbe finalizzata a spartizione mafiosa); illegittima applicazione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. (assenza dell'uso consapevole del metodo mafioso e prima misura per alcuni indagati); carenza di adeguata valutazione delle esigenze cautelari tenuto conto dell'età e delle gravi condizioni di salute del ricorrente.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse effettuato una adeguata e autonoma valutazione (anche se con richiamo all'atto originario), motivando puntualmente la selezione e rielaborazione degli elementi di prova. Le censure sulla inutilizzabilità delle intercettazioni sono state respinte: il decreto di captazione è stato considerato adeguatamente motivato nel contesto investigativo (stralcio del decreto originario per reato 416-bis relativo a coindagato). I motivi riguardanti la mancanza di gravi indizi per turbativa d'asta e tentata estorsione aggravata sono stati ritenuti generici e, comunque, il Tribunale ha indicato elementi circostanziati (conversazioni intercettate, esiti dell'asta, pestaggio e contesto di controllo mafioso sui pascoli) a livello di gravità indiziaria. L'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. è stata considerata sussistente nella versione del "metodo mafioso", valutabile oggettivamente per le modalità intimidatorie e coercitive (pestaggio, convocazioni, riferimenti alla protezione mafiosa), rendendo secondario il fatto che alcuni indagati fossero colpiti per la prima volta da misure per 416-bis. Quanto alle esigenze cautelari, il Tribunale ha ritenuto sussistente il pericolo di inquinamento probatorio e il rischio di recidiva; agevolazioni per età e salute sono state prese in considerazione mediante applicazione degli arresti domiciliari (non revoca). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di €3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Riferimento all'associazione mafiosa e al contesto del mandamento; il Tribunale ha inserito i reati contestati nel più ampio quadro delle attività del mandamento mafioso di Mazara del Vallo

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Aggravante nella declinazione del "metodo mafioso": valutata come elemento oggettivo e idoneo a qualificare le modalità intimidatorie (pestaggio, coercizione), applicabile anche se alcuni indagati sono colpiti per la prima volta da misure per 416-bis

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al profilo del rischio di recidiva (lett. c) come elemento utile a giustificare esigenze cautelari)

  • art. 275 cod. proc. pen.

    È richiamata la presunzione che assiste le condotte contestate (comma 3) e la necessità di motivazione per la sussistenza delle esigenze cautelari; il Tribunale ha ritenuto che la presunzione non sia stata contrastata da elementi contrari

  • Legge n. 137/2023

    Il decreto di captazione (n.1283/2021) è stato valutato come stralcio del provvedimento originario emesso per reato di associazione mafiosa e, pur antecedente alla riforma, è stato ritenuto puntualmente motivato e utilizzabile nell'istruttoria

Massime di principio

  • Il giudice di riesame può richiamare e integrare le argomentazioni dell'ordinanza genetica purché dimostri una autonoma selezione e rielaborazione degli elementi probatori: il mero richiamo formale non costituisce automaticamente vizio se la motivazione è effettiva
  • I ricorsi formulati in termini generici o che svolgono censure puramente in fatto o rimediate a valutazioni di merito sono spesso dichiarati inammissibili: bisogna indicare specifici vizi logico-giuridici e circostanze concrete da contestare
  • Le intercettazioni sono utilizzabili se il decreto di captazione è adeguatamente motivato nel contesto dell'indagine anche quando si tratti di stralci di provvedimenti originari; contestazioni generiche sull'utilizzabilità sono difficili da accogliere senza precise violazioni procedurali
  • L'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 ("metodo mafioso") può essere riconosciuta in ragione delle modalità oggettive e intimidatorie della condotta (pestaggi, convocazioni, pressioni), anche in assenza di precedenti misure per mafia per alcuni indagati, se è dimostrabile la coazione riconducibile al controllo mafioso
  • Le esigenze cautelari (pericolo di inquinamento probatorio, reiterazione) possono essere ritenute sussistenti anche per soggetti anziani o con problemi di salute, se il rischio di compromissione delle prove e i legami con organizzazioni criminali sono ritenuti concreti; tuttavia tali condizioni possono influire sulla tipologia della misura applicata (es. arresti domiciliari anziché carcere)
  • Per aumentare le possibilità di successo in un ricorso, il difensore deve: a) contestare specificamente le singole valutazioni probatorie indicando errori logico-giuridici; b) proporre prove o elementi concreti che smentiscano la ricostruzione; c) articolare l'impugnazione sui profili procedurali rilevanti (es. nullità o vizio formale del decreto di captazione) e non su generiche smentite dei fatti accertati dal giudice

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.