Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35403/2023 del 22/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la conferma della condanna per reati connessi alla gestione del Consorzio di bonifica Cellina Meduna (peculato e ipotesi di corruzione), deducendo: 1) errata qualificazione del consorzio come ente pubblico e quindi insussistenza della qualifica di pubblico ufficiale del presidente; 2) insussistenza dell'elemento oggettivo dei reati di peculato e riclassificazione di alcune condotte in truffa; 3) carenze e contraddittorieta' della motivazione circa il dolo e la conoscenza degli artifici contabili (forfettizzazione delle spese notarili); 4) inesistenza del dolo nell'acquisto e rivendita di quote societarie per errore contabile; 5) natura accidentale/dimenticanza del mancato pagamento degli onorari notarili.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifestissima infondatezza, confermando la qualificazione del consorzio come ente pubblico e la qualifica di pubblico ufficiale del presidente; ha ritenuto corretta la sussunzione delle condotte, in particolare per peculato (art. 314 c.p.), avendo l'imputato la disponibilita' delle somme; ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali del grado, alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile (euro 3.686,00 oltre accessori) e al versamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende; il precedente giudice di primo grado aveva irrogato la pena di 2 anni e 10 mesi di reclusione e le pene accessorie.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    La Corte ha ritenuto che il delitto di peculato si configurasse perché il pubblico ufficiale (presidente del consorzio) aveva la disponibilita' o il possesso delle somme di denaro di cui si e' appropriato per ragione dell'ufficio

  • art. 640 cod. pen. (truffa) e art. 61 n.9 cod. pen.

    Richiamata la distinzione tra peculato e truffa: la truffa richiede che l'agente non abbia la disponibilita' del bene e se lo procuri con artifici; la Corte ha escluso la riclassificazione in truffa perché l'imputato aveva disponibilita' dei fondi

  • art. 15 d.p.r. n. 633/1972

    Norma richiamata nella difesa in relazione alla forfetizzazione delle anticipazioni fiscali; la Corte non ha ritenuto che l'asserita ignoranza del ricorrente su tale artificio fosse idonea a inficiare la valutazione del dolo operata dal giudice di merito

  • art. 862 cod. civ. e art. 59 r.d. 215/1933

    Richiamate per qualificare i consorzi di bonifica come enti pubblici; la Corte ha confermato che i consorzi di bonifica svolgono finalita' di interesse pubblico e che il presidente riveste qualita' di pubblico ufficiale

  • legge regionale Friuli-Venezia Giulia n. 28/2002 (art. 1 e art. 3)

    Richiamata per evidenziare la disciplina regionale che definisce i consorzi di bonifica come enti pubblici economici non commerciali e le finalita' di interesse pubblico che ne giustificano la natura pubblicistica

  • art. 23, comma 8 del d.l. n. 137/2020 (conv. in legge n. 176/2020) e successive disposizioni

    Norme procedurali richiamate per la trattazione scritta del ricorso in Cassazione (procedura senza trattazione orale)

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma che ha consentito la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento per l'inammissibilita' del ricorso

  • Sentenza Corte costituzionale n. 186/2000

    Richiamata per la misura equitativa del versamento alla cassa delle ammende anche se non si ritenne la presentazione del ricorso dolosamente temeraria

  • Giurisprudenza (Sez. 6, n. 29928/04/05/2022 e precedenti: Parisi, Agnello, Pieretti, ecc.)

    Principi di diritto consolidati citati: i consorzi di bonifica sono enti pubblici; il presidente e gli organi apicali svolgono funzioni di formazione e manifestazione della volonta' dell'ente; criterio di distinzione tra peculato e truffa basato sulla disponibilita' del bene

  • Sez. U, n. 6402 del 02/07/1997 (Dessimone) e giurisprudenza costante

    Principio secondo cui la Cassazione non puo' rinnovare la valutazione del merito probatorio: le deduzioni che sollecitano diversa valutazione degli elementi di fatto sono inammissibili

Massime di principio

  • I consorzi di bonifica sono considerati enti pubblici e il presidente, quale organo apicale che contribuisce alla formazione e manifestazione della volonta' dell'ente, puo' qualificarsi come pubblico ufficiale quando esercita funzioni pubblicistiche
  • La distinzione tra peculato e truffa si fonda sulla disponibilita' o meno, per ragione dell'ufficio, del denaro o bene appropriato: se l'agente ha gia' la disponibilita' si configura peculato; se non ce l'ha e la ottiene con artifici si configura truffa
  • Le contestazioni di mera errata valutazione probatoria o proposte alternative di ricostruzione dei fatti non sono ammissibili in Cassazione: il giudice di legittimita' verifica il diritto e la correttezza logico-giuridica, non rivede liberamente il merito probatorio
  • Le affermazioni di ignoranza o di mancanza di dolo da parte dell'imputato devono essere supportate da prove concrete e non possono sostituire la motivazione del giudice di merito qualora questa sia congrua e coerente con le risultanze processuali
  • In caso di ricorso manifestamente infondato il ricorrente corre il rischio di dover pagare le spese del procedimento e, in casi ritenuti meritevoli di sanzione equitativa, una somma alla cassa delle ammende (principio consolidato dalla giurisprudenza costituzionale e di legittimita')
  • Per difendersi efficacemente in vicende contabili/amministrative di enti pubblici occorre documentare distintamente: chi aveva la disponibilita' dei fondi, quali procedure formali sono state seguite, eventuali deleghe o mandati e ogni atto contabile che dimostri la liceita' delle operazioni

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.