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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37129/2023 del 12/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente era destinataria di custodia cautelare in carcere disposta per il reato di tentato omicidio in concorso e porto di fucile a canne sovrapposte con matricola parzialmente abrasa, commessi il 30/10/2022. È contestato che Parvanova, insieme al correo Pirro Natale Stefano, sia entrata in un circolo, abbia cercato la persona offesa Coppola Pasquale Carmine, gli abbia rivolto accuse di relazioni extraconiugali e, con l'intervento materiale del Pirro, sia stato esploso un fucile per nove volte senza cagionare la morte. Nel ricorso Parvanova deduce vizio di motivazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame, sostenendo che: 1) la contemporanea custodia cautelare del correo Pirro escluderebbe il pericolo di recidiva a suo carico; 2) la sua incensuratezza non è stata adeguatamente valutata e dimostrerebbe l'occasionalità della condotta.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la decisione impugnata abbia adeguata motivazione: la custodia in carcere è giustificata dal rischio di reiterazione dedotto dalle modalità estremamente impulsive e aggressive dell'azione, dalla carenza di autodisciplina della Parvanova e dalla gravità della disponibilità di un'arma potenzialmente letale e illegalmente detenuta, indice di contiguità con ambienti criminali. La Corte ha inoltre ricordato che la custodia del correo non elimina automaticamente il giudizio di pericolosità dell'indagato e che l'assenza di precedenti penali è solo uno degli elementi di valutazione, non decisivo. La ricorrente è condannata alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.1 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 274, lett. c), cod. proc. pen.

    La misura cautelare può essere giustificata dal pericolo di reiterazione del reato; la valutazione si fonda su elementi prognostici tratti anche da comportamenti concreti e non solo dai precedenti penali.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha disposto l'addebito delle spese alla ricorrente.

  • Sez. 4, Sentenza n. 484 del 12/11/2021 (PM in proc. Abdelseoud)

    Giurisprudenza richiamata per affermare che la contemporanea esistenza di vincolo cautelare su altro correo non impedisce per se stessa di ritenere la pericolosità dell'indagato, poiché la detenzione dell'altro non esclude la possibilità di riacquisto temporaneo della libertà.

  • Sez. 1, Sentenza n. 3762 del 04/10/2019 (Bastone)

    Conferma il principio che la presenza di misura su altro soggetto non annulla la valutazione prognostica sulla pericolosità dell'indagato.

  • Sez. 5, Sentenza n. 5644 del 25/09/2014 (Iov)

    Stabilisce che l'assenza di precedenti penali non esclude la valutazione di pericolosità; si possono desumere elementi di pericolosità anche da comportamenti concreti non processuali.

Massime di principio

  • La valutazione del pericolo di reiterazione si fonda su un giudizio prognostico che può basarsi su comportamenti concreti (modalità dell'azione, grado di impulsività, aggressività) anche in assenza di precedenti penali.
  • La mera esistenza di una misura cautelare nei confronti di un correo non elimina automaticamente il rischio di recidiva attribuito a un altro indagato; la possibilità che il detenuto possa riacquistare temporaneamente la libertà impedisce di considerarlo un fattore eliminatorio della pericolosità.
  • La disponibilità e l'uso di un'arma illegalmente detenuta costituiscono elemento gravemente significativo ai fini della valutazione di pericolosità e di inserimento in ambienti criminali, giustificando misure restrittive più afflittive.
  • L'incensuratezza costituisce un elemento valutabile ma non decisivo: se gli elementi fattuali denotano una personalità impulsiva e una condotta idonea a reiterare il reato, la custodia cautelare può essere confermata anche per l'incensurato.
  • Per ottenere l'attenuazione della misura cautelare è necessario contestare in modo specifico e circostanziato la prognosi di pericolosità (es. produrre elementi concreti di autodisciplina, garanzie di non reiterazione, collegamenti investigativi che escludano contiguità con ambienti criminali, perizie psichiatriche), non limitandosi a censure generiche sulla motivazione.

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