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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23978/2025 del 27/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione denunciava un unico motivo di annullamento per violazione di legge e motivazione meramente apparente: si contestava la valutazione della Corte di appello in ordine alla presunta carenza di continuità dell'attività lavorativa del proposto (mancanza di riscontri delle verifiche presso le due società richiamate dalla Corte, mentre il ricorrente aveva depositato documentazione attestante continuità lavorativa) e si censurava l'errata valutazione circa l'assenza di distacco dal tessuto delinquenziale, atteso il buon comportamento in esecuzione della pena, le liberazioni anticipate e le autorizzazioni concesse, nonché la natura lavorativa o familiare delle frequentazioni con soggetti pregiudicati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché volto a sindacare la motivazione e i fatti (materie non devolute alla legittimità in sede di cassazione nel procedimento di prevenzione) e non per ragioni di violazione di legge. La Corte ha ritenuto che la motivazione non fosse mancante né meramente apparente: la Corte di appello aveva adeguatamente valutato e confutato le argomentazioni difensive, rilevando l'inesistenza di un rapporto di lavoro continuativo effettivo e la perdurante inserzione del ricorrente in circuiti criminali e le abituali frequentazioni di pregiudicati. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Cassazione, Sez. Unite, n. 33451 del 29/05/2014 (Repaci)

    Cass., Sez. U, n. 33451 del 29/05/2014, Repaci, Rv. 260246

    Principio che nel procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è ammissibile solo per violazione di legge; rientra in tale vizio anche la motivazione inesistente o meramente apparente, ma non l'insufficienza o la contraddittorietà della motivazione che costituiscono sindacato di merito inammissibile.

  • Principio di ammissibilità del ricorso per cassazione nel procedimento di prevenzione

    Nel procedimento di prevenzione il sindacato di legittimità è limitato: la Corte di cassazione valuta la corrispondenza del provvedimento ai criteri di legge per l'applicazione della misura, e non può rimettere in discussione la valutazione di fatto compiuta dal giudice di merito se non per vizi di diritto.

  • Obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali

    La motivazione deve raggiungere requisiti minimi di coerenza, completezza e logicità; la sua assoluta assenza o la sua manifesta inesistenza integra un vizio di legge rilevabile in cassazione, mentre contestazioni di maggiore persuasività o diversa valutazione probatoria attengono al merito e non alla legittimità.

Massime di principio

  • Nel procedimento di prevenzione il ricorso per cassazione è limitato a vizi di diritto: non è sede per riesaminare la valutazione del merito o la persuasività della motivazione effettuata dalla Corte di merito.
  • Per impugnare la motivazione in cassazione occorre dimostrare una vera e propria assenza di motivazione o una motivazione meramente apparente priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e logicità; critiche di merito sono inammissibili.
  • La prova della continuità lavorativa o di una reale dissociazione dal contesto criminale deve risultare dal materiale probatorio acquisito in giudizio; documenti prodotti tardivamente o non verificati possono non essere ritenuti sufficienti a modificare la valutazione di merito.
  • Il buon comportamento carcerario o autorizzazioni concesse non sono automaticamente idonei a escludere la pericolosità sociale se persistono elementi oggettivi di collegamento con circuiti criminali (frequentazioni, attività illecite accertate).
  • In situazioni analoghe, chi impugna dovrebbe concentrare il ricorso per cassazione su specifiche violazioni normative o processuali e documentare l'assenza totale o l'incomprensibilità della motivazione; le contestazioni di fatto devono essere tempestivamente svolte nei gradi di merito.
  • Le valutazioni della polizia giudiziaria e le annotazioni relative alla effettiva presenza sul luogo di lavoro possono avere peso determinante nella verifica dell'effettiva attività lavorativa dichiarata e quindi nell'applicazione della misura di prevenzione.

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