Cassazione Penale, Sentenza n. 23937/2025 del 27/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma del 27/09/2024 che aveva confermato la condanna di Francesco De Maio per il delitto di lesioni personali gravissime con esito mortale (art. 589, co. 2 c.p., in relazione alle norme del codice della strada), deducendo: (1) carente e contraddittoria motivazione sulla ricostruzione del punto d'urto e sulla dinamica del sinistro (mancata considerazione delle assenze di tracce di frenata e delle deformazioni); (2) errato diniego delle circostanze attenuanti generiche (contestazione della valutazione circa la gravità della condotta, uso del precedente penale e riferimento allo stato di ebbrezza come motivo di esclusione delle attenuanti); (3) mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 6 c.p. per il risarcimento del danno, atteso che il risarcimento era stato effettuato dall'assicurazione nei termini e che De Maio avrebbe tentato contatti con i familiari della vittima.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi prospettati siano una rilettura critica dei fatti già valutati in modo congruo e coerente dal Tribunale e dalla Corte d'appello (doppia conforme) e che il controllo di legittimità non può sostituirsi al sindacato sul merito purché la motivazione sia effettiva e non manifestamente illogica o contraddittoria. In particolare: la Corte ha ritenuto provata la dinamica dell'impatto nell'ambito della corsia della Fiat Punto (elementi fotografici, posizione dei veicoli, frammenti), ha confermato il rigetto delle attenuanti generiche (anche per il comportamento post-factum del ricorrente e per elementi indicativi di ebbrezza all'epoca del fatto) e ha negato l'art. 62 n. 6 c.p. perché il risarcimento versato da terzi (assicurazione/Cotral) non dimostra una volontaria e tempestiva iniziativa riparatoria del reo. Per tutto ciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile; De Maio è stato condannato al pagamento delle spese processuali, a una somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese delle parti civili.
Norme richiamate
art. 589 co. 2 cod. pen.
Tipologia di reato contestato: lesioni personali gravissime con esito mortale per condotta colposa di guida; la Corte ha ritenuto sussistente la responsabilità penale del ricorrente in relazione a tale fattispecie
artt. 141, co. 1, 2 e 3 e art. 186 co. 2 lett. a) e co. 2-bis del Codice della Strada
Norme del codice della strada relative alla guida in stato di ebbrezza e alle particolari violazioni rilevanti nella ricostruzione del sinistro; la Corte ha ritenuto che gli elementi istruttori consentissero di ricondurre la condotta del De Maio alle violazioni contestate
art. 606 co. 1 lett. e) cod. proc. pen.
Regola sul sindacato della Corte di legittimità in ordine alla motivazione delle sentenze; la Corte di Cassazione ha applicato questo principio per dichiarare inammissibile il ricorso ritenendo la motivazione del giudice del merito effettiva e non manifestamente illogica
art. 606 co. 1 lett. b) cod. proc. pen.
Motivazione come vizio dedotto nei motivi di impugnazione; la Corte ha ritenuto le censure insufficienti perché consistenti in mera rilettura critica dei fatti già valutati
art. 62 n. 6 cod. pen.
Circostanza attenuante per aver risarcito il danno; la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il risarcimento da parte di terzi (es. assicurazione) non basta: è necessario dimostrare una concreta e tempestiva volontà riparatoria da parte dell'imputato, che nel caso non è emersa
art. 62-bis cod. pen.
Riferimento alla disciplina delle attenuanti e alla valutazione della recidiva e della gravità della condotta; la Corte ha ritenuto legittima la valutazione negativa delle attenuanti in relazione alla gravità della condotta e al comportamento post-factum
Corte Costituzionale, sentenza n. 186/2000
Citata in relazione alla condanna al pagamento della somma alla Cassa delle ammende; richiamata per escludere ragioni di esonero dal pagamento
Massime di principio
- Il giudizio di legittimità verifica la 'effettività' e la logicità della motivazione del giudice di merito: per impugnare con successo è necessario dimostrare che la motivazione è manifestamente illogica, contraddittoria o incompatibile con gli altri atti processuali, non semplicemente offrire una ricostruzione alternativa dei fatti.
- In ipotesi di doppia conforme (Tribunale e Corte d'appello con motivazioni coerenti), il ricorso per cassazione incontra un ostacolo più alto: la parte deve provare che entrambe le motivazioni siano viziati da errori di diritto o di logica manifesta.
- Per ottenere le attenuanti generiche il giudice valuta l'intero quadro fattuale compreso il comportamento post-factum: negare responsabilità o attribuirla ad altri può legittimamente orientare il rigetto delle attenuanti.
- L'attenuante di cui all'art. 62 n. 6 c.p. (riparazione del danno) richiede una manifestazione concreta e tempestiva di volontà riparatoria da parte dell'imputato; il mero pagamento effettuato da terzi (assicurazione, datore di lavoro) senza prova dell'iniziativa personale del reo difficilmente consente il riconoscimento dell'attenuante.
- Nelle cause di sinistro stradale la ricostruzione della dinamica può essere sostenuta da elementi fotografici, posizione di stasi dei veicoli e frammenti trovati sulla carreggiata; contestare tali elementi in appello richiede dati probatori che mettano in crisi la coerenza logica del ragionamento del giudice, non solo osservazioni alternative.
- La prova indiretta di stato di ebbrezza può essere valorizzata (es. odore di alcool, rilevazioni successive e valutazioni di consulenti) se inserita in un quadro probatorio complessivo che consenta inferenze attendibili sull'alcolemia al momento del fatto.
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