Sentenza n. 396/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo ed i motivi aggiunti presentati da La Regina di S. Marzano di Antonio Romano S.p.A. il 21/2/2023: della comunicazione prot. n° 4103 del 18.01.2023 di improcedibilità della SCIA prot. n° 69910 del 19.12.2022, concernente le opere relative alla variante di assestamento alle SCIA prot. n° 29064/2022 e prot. n° 70111/2021 quali varianti al Permesso di costruire convenzionato n° 28/2020, e di ogni atto, anche endoprocedimentale, comunque non conosciuto, consequenziale, connesso, preordinato e presupposto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile, senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti, poiché la ricorrente ha dichiarato, con memoria e poi a verbale, la sopravvenuta cessata materia del contendere. Il giudice ha preso atto di tale dichiarazione e, considerata la natura formale della decisione, ha compensato integralmente le spese di lite tra le parti.
Atto impugnato: comunicazione di improcedibilità di una SCIA in variante ad altre SCIA e a un permesso di costruire convenzionato
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato la comunicazione comunale con cui era stata dichiarata l'improcedibilità della SCIA presentata per una variante di assestamento relativa all'ampliamento di un opificio industriale in zona D4. Il Comune aveva motivato l'atto richiamando l'invalidità delle precedenti SCIA, ritenute concernenti variazioni essenziali per la creazione di nuove volumetrie, l'incremento della superficie del lotto con conseguente aumento degli standard e la modifica del tracciato stradale; l'esistenza di un muro realizzato sine titulo; la presentazione di una richiesta di permesso di costruire in sanatoria su altra particella; e la carenza di documentazione essenziale. La ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 10-bis e 21-nonies della legge n. 241/1990, sostenendo la completezza della pratica e, comunque, l'obbligo del soccorso istruttorio. Ha inoltre lamentato difetto di istruttoria e di motivazione, affermando che la SCIA costituiva un mero assestamento delle precedenti segnalazioni, relative a lievi rotazioni e traslazioni di manufatti già autorizzati e allo spostamento dell'impianto di depurazione e del locale caldaie; che l'acquisto di terreni adiacenti non comportava automaticamente un aumento della superficie rilevante ai fini degli standard; e che il muro era stato assentito con una precedente SCIA, con riserva di rimuoverlo al momento della cessione dell'area destinata a standard.
Norme richiamate
art. 10-bis l. 241/1990
La norma è stata invocata dalla ricorrente in relazione alle garanzie partecipative e al preavviso di rigetto, ma non è stata esaminata nel merito a causa dell'improcedibilità del ricorso.
art. 21-nonies l. 241/1990
La norma è stata invocata dalla ricorrente in relazione all'annullamento d'ufficio delle precedenti segnalazioni o titoli, ma non è stata esaminata nel merito.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata in epigrafe in relazione allo svolgimento dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non ne esplicita ulteriormente l'applicazione.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara, anche con memoria e successivamente a verbale, la sopravvenuta cessazione della materia del contendere, il giudice deve prenderne atto e dichiarare l'improcedibilità del ricorso, senza esaminare nel merito i motivi di illegittimità dedotti.
- In presenza di una decisione meramente formale determinata dalla sopravvenuta cessazione della materia del contendere, le spese di lite possono essere compensate.
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