Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2119/2025 del 17/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in due censure: (1) vizio per violazione dell'art. 192 c.p.p. e mancanza di motivazione, contestando che la Corte territoriale avrebbe fondato la condanna su un ragionamento indiziario non valutando adeguatamente le obiezioni difensive e i criteri di gravità, precisione e concordanza degli indizi; (2) vizio per errata applicazione dell'aggravante di cui all'art. 625, n. 7, cod. pen., sostenendo che la Corte avrebbe confuso la fattispecie "cose esposte alla pubblica fede" (procedibilità a querela) con quella della "cosa lasciata incustodita in stabilimenti o pubblici uffici" (procedibilità d'ufficio), e che l'aggravante richiede attinenza al servizio pubblico per essere applicata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il compendio indiziario, valutato unitariamente, possedesse i requisiti di gravità, precisione e concordanza; le immagini di videosorveglianza, la pluralità degli ingressi dell'imputato e l'uscita con un oggetto in mano sono state considerate idonee a sostenere la condanna per furto aggravato. Quanto all'aggravante ex art. 625, n. 7, cod. pen., la Corte ha confermato la sua applicabilità ai beni privati esistenti nell'ufficio pubblico anche se non pertinenti all'attrezzatura dello stabile, rendendo il reato procedibile d'ufficio. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    La norma disciplina i criteri di valutazione della prova indiziaria; la Corte ha applicato il principio che gli indizi devono essere valutati globalmente e devono possedere gravità, precisione e concordanza per escludere ogni ragionevole dubbio.

  • art. 625, n. 7, cod. pen.

    Prevede l'aggravante per furto commesso su cose esistenti in stabilimenti o uffici pubblici e per cose esposte alla pubblica fede; la Corte ha interpretato che rientrano anche i beni di proprietà privata presenti negli uffici pubblici quando la tutela dell'amministrazione richiede maggiore protezione, rendendo il reato procedibile d'ufficio.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 4746 del 19/12/2019 (Lombardi)

    Conferma che l'aggravante ex art. 625, n. 7, si applica anche a cose private presenti in uffici pubblici, indipendentemente dall'attinenza con le funzioni dell'ufficio, per la tutela della pubblica amministrazione.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 1790 del 30/11/2017 (Mangafic) e altre

    Principi richiamati sulla metodologia di valutazione degli indizi: necessità di una valutazione unitaria e non atomistica degli elementi indiziari per pervenire alla prova oltre ogni ragionevole dubbio.

Massime di principio

  • La prova indiziaria va valutata nella sua globalità: singoli elementi deboli possono concorrere a formare un quadro probatorio solido se, congiuntamente, soddisfano i requisiti di gravità, precisione e concordanza.
  • I filmati di videosorveglianza, anche se parziali, possono costituire base valida per la condanna se l'interpretazione complessiva delle immagini è coerente e sostenuta da altri riscontri fattuali.
  • L'aggravante prevista dall'art. 625, n. 7, cod. pen. si applica anche ai beni privati presenti all'interno di uffici o stabilimenti pubblici, rendendo il reato procedibile d'ufficio, quando la tutela dell'amministrazione o della fiducia nella conservazione dei beni pubblici lo giustifica.
  • Nel contestare una sentenza fondata su indizi, la difesa deve proporre alternative concrete e razionalmente plausibili con riscontri probatori, non solo ipotesi astratte; attacchi vaghi alla motivazione difficilmente ottengono accoglimento in cassazione.
  • Per preservare il diritto di difesa in casi simili è opportuno insistere su: critiche tecniche alle immagini (angolazione, qualità, lacune temporali), prova di presenza/assenza alternativa dell'imputato, e dimostrazione che l'oggetto non si trovasse o non fosse riconducibile all'ambito dell'ufficio pubblico.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.