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Sentenza

Sentenza n. 5608/2026 - Napoli, Sezione 8

ESECUZIONE DEL GIUDICATO derivante dalla sentenza del Tribunale di Nola - Sezione Lavoro, dott.ssa Ammendola, n. 1537/2025, pubbl. l'8.7.2025, n.r.g. lav. 6909/2023, notificata in data 9.7.2025, non appellata, e passata in giudicato

Giustizia amministrativa202601209

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza passata in giudicato del Tribunale di Nola, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto al beneficio della carta elettronica del docente per l’anno scolastico 2023/2024

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto azione di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Nola, Sezione Lavoro, n. 1537/2025, pubblicata l’8 luglio 2025 e notificata il 9 luglio 2025, non appellata e passata in giudicato. La pronuncia aveva accertato il diritto a usufruire del beneficio annuale di 500 euro previsto per la formazione e l’aggiornamento dei docenti, per l’anno scolastico 2023/2024, per complessivi 500 euro. La ricorrente ha dedotto che il Ministero non aveva adempiuto, che la notifica del titolo era rimasta infruttuosa e che era decorso senza esito il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Ha chiesto l’attuazione del giudicato, il pagamento delle somme dovute con gli accessori di legge e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia; ha inoltre chiesto le astreintes.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza. Ha ritenuto ammissibile l’azione ai sensi dell’art. 112, comma 2, c.p.a., rispettati i termini processuali applicabili e decorso inutilmente il termine dilatorio di 120 giorni dalla notifica del titolo. Poiché il Ministero non ha provato l’adempimento, ne ha dichiarato l’obbligo di dare esecuzione integrale alla sentenza entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Se, nel frattempo, è scaduto il termine di due anni dalla pubblicazione della pronuncia per fruire del beneficio, il Ministero deve corrisponderne il controvalore pecuniario, pari a 500 euro, con interessi legali fino al soddisfo: l’amministrazione non può avvantaggiarsi della propria inerzia, che ha impedito la fruizione tempestiva. È stato nominato sin d’ora un dirigente della DGOSV quale commissario ad acta, senza compenso e con facoltà di delega, incaricato, in caso di mancato adempimento, di reperire o allocare le risorse e completare le fasi di impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento; l’esaurimento dei fondi o l’indisponibilità di cassa non costituiscono impedimenti legittimi all’esecuzione. È stata respinta la richiesta di astreintes, non ritenuta equa nel caso concreto, anche in considerazione del tempo trascorso dal passaggio in giudicato. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore del procuratore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione: a) delle sentenze del giudice amministrativo passate in giudicato; b) delle sentenze esecutive e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice amministrativo; c) delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato; d) delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati per i quali non sia previsto il rimedio dell'ottemperanza, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi alla decisione; e) dei lodi arbitrali esecutivi divenuti inoppugnabili al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.

    L’ottemperanza è esperibile anche per ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, limitatamente al caso deciso.

  • art. 114, comma 1, c.p.a.

    Risulta rispettato tanto il termine di cui all'art. 114, comma 1, cod. proc. amm., trattandosi di azione di ottemperanza, quanto quello di cui all'art. 87, comma 2, lett. d), e 3 del medesimo codice.

    Il TAR ha ritenuto rispettato il termine previsto per la proposizione dell’azione di ottemperanza.

  • art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.

    Risulta rispettato tanto il termine di cui all'art. 114, comma 1, cod. proc. amm., trattandosi di azione di ottemperanza, quanto quello di cui all'art. 87, comma 2, lett. d), e 3 del medesimo codice.

    Il TAR ha ritenuto rispettato anche il termine processuale applicabile al rito camerale dell’ottemperanza.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Inoltre, è decorso infruttuosamente il termine dilatorio di 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo previsto per le esecuzioni forzate nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni dall’art. 14 del D.L. n. 669/1996, convertito con modificazioni nella legge n. 30/1997.

    L’avvio dell’ottemperanza è stato ritenuto compatibile con il decorso infruttuoso del periodo dilatorio di 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo previsto per le esecuzioni forzate contro le pubbliche amministrazioni.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Al riguardo, va precisato che, in caso di decorso del termine fissato nella sentenza ottemperanda per la fruizione del beneficio (due anni dalla pubblicazione della pronuncia), l’amministrazione è comunque tenuta alla erogazione del controvalore pecuniario con gli interessi legali fino al soddisfo, attesa la natura fungibile dell’obbligazione pecuniaria, tenuto anche conto che il mancato rispetto del limite temporale fissato dal giudice ordinario non è dipeso dalla parte ricorrente ma è imputabile ad una condotta omissiva dell’amministrazione che non può giovarsi del proprio contegno inerte per sottrarsi all’adempimento dell’obbligo.

    Il beneficio della carta elettronica del docente riconosciuto con sentenza deve essere convertito nel controvalore pecuniario, con interessi legali fino al pagamento, quando la scadenza del periodo utile per fruirne dipenda dall’inerzia dell’amministrazione.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza può essere proposta per ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, nei limiti del caso deciso.
  • Quando l’amministrazione non dà esecuzione al giudicato e il termine utile per fruire del beneficio riconosciuto scade per effetto della sua inerzia, l’obbligazione può essere adempiuta mediante corresponsione del controvalore pecuniario, con gli interessi legali fino al soddisfo; l’amministrazione non può trarre vantaggio dal proprio inadempimento.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per il caso di perdurante inerzia, affidandogli anche gli atti contabili necessari al pagamento; la mancanza di stanziamenti o di disponibilità di cassa non giustifica il mancato adempimento del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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