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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23542/2023 del 30/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per duplice omicidio e detenzione/porto illegale di arma da fuoco commessi il 31/03/2019 a Durazzano. I motivi principali: (i) censura sulla mancata valutazione della legittima difesa (anche putativa) e/o eccesso colposo di difesa, con dedotta sussistenza di elementi probatori (intercettazioni, antecedenti violenti e inseguimento) che avrebbero dovuto modificare la valutazione della responsabilità; (ii) vizio di motivazione e travisamento della prova circa la presenza di armi in capo alle vittime; (iii) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche (art.62-bis e art.133 c.p.) e conseguente vizio nella determinazione della pena; (iv) contestazione dell'aumento per continuazione (art.81 c.p.) e della misura complessiva della pena; (v) richiesta di rinnovazione dell'istruttoria non accolta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto legittime e non manifestamente illogiche le motivazioni dei giudici di merito che hanno escluso la legittima difesa (reale o putativa) e la provocazione, avendo evidenziato che l'imputato si era procurato l'arma prima dei fatti, aveva atteso le vittime in piazza armato, aveva sparato da distanza ravvicinata e aveva ricaricato per completare l'uccisione. La Corte ha ritenuto inoltre che non vi sia travisamento della prova idoneo a giustificare la cassazione e che la valutazione sulle attenuanti generiche e sulla quantificazione della pena rientri nella discrezionalità del giudice del merito; ha confermato gli aumenti per continuazione e la condanna alla rifusione delle spese processuali e di rappresentanza. Il ricorrente è stato condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art. 575 cod. pen.

    Norma dell'omicidio applicata per la qualificazione dei delitti; la Corte ha ritenuto sussistere il dolo diretto sulla base delle modalità del fatto (preparazione, mira a zone vitali, ricaricamento per finire la vittima).

  • art. 52 cod. pen.

    Richiamato nei motivi di ricorso in tema di legittima difesa; la Corte ha escluso la legittima difesa reale o putativa perché mancava una minaccia attuale e proporzionata e l'imputato aveva aspettato le vittime armato.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle attenuanti generiche; la Corte ha confermato il diniego delle generiche in ragione della gravità e della premeditazione/programmabilità della condotta, ritenendo adeguatamente motivate le ragioni del diniego.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto che i giudici del merito abbiano correttamente applicato la discrezionalità valutativa prevista dall'articolo, motivando in modo non contraddittorio la misura della pena.

  • art. 81 cod. pen.

    Riferito in relazione all'aumento per continuazione; la Corte ha ritenuto corretta la determinazione dell'aumento dato il criterio applicato e la vicinanza temporale delle condotte, escludendo la doglianza sulla misura ridotta adottata dal giudice.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per condannare il ricorrente alle spese.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norme di teoria del ricorso per cassazione invocate per lamentare vizio di motivazione e travisamento della prova; la Corte ha ritenuto le censure inammissibili o infondate per difetto di manifesta illogicità o travisamento evidente.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato relativamente ai limiti di riproduzione degli atti di ricorso; osservata la corretta riproduzione/formalità dell'impugnazione.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma relativa all'onere della prova e alla motivazione; citata nei motivi in relazione a presunte omissioni e vizii di motivazione, ma la Corte ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito adeguata.

Massime di principio

  • In caso di 'doppia conforme' (due gradi di giudizio che convergono), la Cassazione richiede che il travisamento della prova emerga in modo chiaro ed evidente dall'atto impugnato: le mere alternative interpretative non sono sufficienti per la cassazione.
  • La legittima difesa (reale o putativa) richiede una minaccia attuale e una reazione proporzionata; atteggiamenti di attesa dell'offensore o la ricerca del confronto armato escludono la legittima difesa.
  • L'elemento soggettivo (dolo diretto o eventuale) può essere desunto dalla preparazione, dalla scelta e dalla direzione degli spari, nonché dal comportamento successivo (es. ricaricare per assicurare la morte).
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche e la determinazione della pena sono valutazioni di fatto e discrezionali del giudice del merito: sono sindacabili in Cassazione solo se la motivazione è contraddittoria o manifestamente illogica.
  • Per ottenere il rinnovamento dell'istruttoria il difendente deve indicare motivi specifici e concreti per cui le ulteriori prove avrebbero potuto mutare il giudizio; la mera richiesta generica è inadeguata, specialmente se il rito è stato abbreviato.
  • Contestazioni sulla valutazione delle intercettazioni o di dichiarazioni testimoniali richiedono la dimostrazione di un travisamento palese del contenuto o di motivazione irragionevole; interpretazioni alternative non bastano.

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