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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3916/2023 del 30/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Istanza di correzione di presunto errore materiale nella sentenza di cassazione del 21/01/2022: si contestava che a pag. 14 della sentenza si faceva riferimento a due immobili (quello per cui era stato disposto l'annullamento e la sopraelevazione riferita alla Martinisi). Si chiedeva la correzione del numero civico dell'immobile oggetto dell'annullamento (non 103 ma 59) e di tener conto del mancato richiamo nel dispositivo dell'immobile costruito in sopraelevazione in San Felice a Cancello, via Napoli 103, con esclusione del pagamento dell'ammenda relativa al parziale accoglimento del ricorso della Martinisi.

La decisione

Istanza rigettata. La Corte ha ritenuto infondato il ricorso: non è ammissibile usare la procedura di correzione dell'errore materiale ex art.130 c.p.p. per correggere errori di fatto nelle decisioni della Corte di cassazione; per tali errori l'unico rimedio esperibile è il ricorso straordinario ex art.625-bis c.p.p., che inoltre richiede la presentazione personale del condannato o del difensore con procura speciale. La Corte ha inoltre constatato l'assenza di contraddizione tra motivazione e dispositivo (sia a pag.14 sia nel dispositivo si fa riferimento all'immobile in via Napoli n.103, parte bassa e sopraelevazione), pertanto nulla statuendo in ordine alle doglianze prospettate. L'istante è condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 130 cod. proc. pen.

    La procedura di correzione dell'errore materiale non è idonea a sanare gli errori di fatto contenuti nei provvedimenti della Corte di cassazione; è prevista per errori percettivi interni al giudizio che abbiano effettivamente influito sulla decisione.

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    È l'unico rimedio esperibile per l'eliminazione degli errori di fatto nelle decisioni della Corte di cassazione; il ricorso va proposto personalmente dal condannato o dal difensore di fiducia munito di procura speciale.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (sez. U e sez. ordinarie richiamate)

    I precedenti richiamati chiariscono i limiti dell'errore di fatto, l'inapplicabilità dell'art.130 per tali errori e la necessità della procura speciale per il ricorso ex art.625-bis.

Massime di principio

  • Non è ammessa la correzione ex art.130 c.p.p. per correggere errori di fatto nelle sentenze della Corte di cassazione; per tali errori occorre ricorrere all'art.625-bis c.p.p.
  • Il ricorso ex art.625-bis deve essere presentato personalmente dal condannato o dal difensore munito di procura speciale; l'assenza di tale procura impedisce la conversione di un'istanza in ricorso straordinario.
  • Per essere qualificato come 'errore materiale' ai sensi dell'art.130 occorre un errore percettivo interno al giudizio che abbia inciso sulla formazione della volontà decisoria; inesattezze formali o presunti riferimenti errati richiedono valutazione attenta e non sempre sono emendabili con art.130.
  • Se motivazione e dispositivo sono coerenti (stesso riferimento all'immobile o alla circostanza contestata), la richiesta di correzione va rigettata.
  • In caso di rigetto dell'istanza di correzione il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali.

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