Cassazione Penale, Sentenza n. 40085/2025 del 12/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per vizio di travisamento della prova e insufficiente motivazione; ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo esame ad altra sezione della Corte d'appello di Messina. Non è stata pronunciata una decisione di merito definitiva sul punto sostanziale (nessuna assoluzione definitiva), ma è stata rimessa la valutazione a nuovo collegio.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma di condanna per il reato contestato agli artt. 110, 61 comma 1, n.2 e 494 c.p.; motivo unico: vizio di motivazione e travisamento di prova in relazione alla circostanza decisiva della dimora effettiva dell'imputato nell'appartamento al quale era riferita la fornitura di energia elettrica ottenuta con l'uso dei documenti della persona offesa. La difesa ha prodotto elementi (scheda anagrafica, delega di indagini che indicava l'abitazione come chiusa, mancata delega nei confronti del ricorrente) che, secondo la Cassazione, la Corte territoriale ha omesso di valutare o ha valutato parzialmente, fondando la decisione su una lettura incompleta degli elementi (principalmente la dichiarazione della persona offesa).
Norme richiamate
art. 110 c.p.
Richiamato in quanto norma che disciplina il concorso di persone nel reato; usata per attribuire responsabilità concorrente agli imputati
art. 61 comma 1 n.2 c.p.
Richiamata come circostanza rilevante ai fini della determinazione della pena (circostanza valutata nella motivazione di merito)
art. 494 c.p.
Norma del codice penale richiamata quale fattispecie oggetto di contestazione relativa all'illecito uso di documenti/identità altrui per ottenere la fornitura
art. 640 c.p.
Contestazione iniziale per il reato di truffa; la Corte territoriale aveva dichiarato il non doversi procedere per estinzione del reato per remissione di querela
art. 192 c.p.p.
Richiamato in relazione al vizio di motivazione: la doglianza verte sulla carenza logico-motivazionale e sull'omessa valutazione di prove decisive
Giurisprudenza citata (Sez. U., n. 18620 del 19/01/2017, Patalano)
Richiamata per definire i presupposti del 'travisamento della prova' e per spiegare quando la lettura errata/omissiva delle prove rende la motivazione insanabile
Giurisprudenza citata (Sez. 2, n. 47035 del 03/10/2013, Giugliano)
Richiamata in ordine al concetto che l'omissione della valutazione di una prova decisiva integra travisamento della prova
Massime di principio
- La sentenza di merito non può fondare una condanna su affermazioni non corroborate senza valutare e motivare il rigetto di elementi documentali prodotti dalla difesa (es. certificato di residenza, deleghe d'indagine).
- Il travisamento della prova sussiste quando il giudice omette, inventa o falsifica informazioni rilevanti o non motiva la scelta tra prove contrastanti: ciò comporta annullamento per vizio insanabile e rinvio.
- La residenza anagrafica e la dimora effettiva sono elementi distinti: il giudice deve esplicitare le ragioni per ritenere che la dimora effettiva coincida con l'abitazione oggetto della contestazione, specie se risultano elementi contrari nel processo.
- Se le indagini ufficiali hanno riguardato solo alcuni soggetti e non altri indicati a imputazione, occorre spiegare come si è giunti a ritenere la responsabilità dei non investigati; l'assenza di indagini può pesare sulla valutazione della prova.
- In casi analoghi la difesa dovrebbe produrre e sottolineare documentazione anagrafica, atti di indagine (delega, verbali, certificazioni di stato dell'abitazione) e chiedere l'acquisizione o l'escussione di testimoni utili, evidenziando la rilevanza di tali elementi per prevenire omissioni da parte del giudice.
- L'annullamento con rinvio non equivale ad assoluzione: il nuovo giudizio può confermare o riformare la decisione di merito previo corretto esame e motivazione di tutte le prove pertinenti.
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