Cassazione Penale, Sentenza n. 14447/2026 del 20/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza in relazione all'istanza, proposta da Tiziano Milan, di concessione della liberazione anticipata per il periodo in cui aveva svolto lavori di pubblica utilità come sanzione sostitutiva di pena detentiva. Il G.i.p. di Rovigo aveva dichiarato la competenza del magistrato di sorveglianza; il Magistrato di sorveglianza di Padova, invece, aveva ritenuto che la competenza spettasse al giudice che ha disposto la sanzione sostitutiva, sollevando il conflitto.
La decisione
La Corte ha risolto il conflitto affermando la competenza del Magistrato di sorveglianza di Padova. Ha richiamato un consolidato indirizzo giurisprudenziale e l'art. 69-bis Ord. pen. (come modificato dal d.l. 4 luglio 2024, n. 92, conv. nella legge 8 agosto 2024, n. 112), ritenendo tale norma applicabile in senso generale anche quando la pena è stata espiata mediante sanzione sostitutiva (lavori di pubblica utilità). Sono state respinte le obiezioni relative a presunte incompatibilità con l'art. 76 della legge n. 689/1981 e alla presunta impossibilità per il magistrato di sorveglianza di acquisire informazioni utili: il magistrato di sorveglianza può avvalersi dell'UEPE, svolgere attività istruttoria e acquisire gli elementi per valutare il concreto recupero sociale del condannato. Disposto il trasmettersi degli atti al Magistrato di sorveglianza di Padova. Decisione resa l'11 marzo 2026.
Norme richiamate
art. 69-bis Ord. pen.
Il provvedimento che concede o nega il riconoscimento del beneficio è adottato dal magistrato di sorveglianza
La Corte attribuisce a questa norma portata generale: il rito procedurale per la liberazione anticipata è regolato dall'art. 69-bis e si applica anche quando la pena è stata espiata tramite sanzione sostitutiva (lavori di pubblica utilità); pertanto la competenza funzionale spetta al magistrato di sorveglianza.
art. 57 e art. 76 legge n. 689/1981
La Corte rileva che tali disposizioni non escludono l'applicazione dell'art. 69-bis; la riserva di compatibilità prevista non impedisce che la procedura per la liberazione anticipata sia disciplinata dall'art. 69-bis.
art. 47, comma 12-bis Ord. pen.
Richiamato tra le norme rilevanti nel quadro delle forme di espiazione alternative alla detenzione; non ostacola l'applicazione dell'art. 69-bis.
art. 54 Ord. pen.
Menzionato nel quadro normativo che disciplina benefici e forme di esecuzione; la sua applicazione non impedisce che la competenza per la liberazione anticipata sia del magistrato di sorveglianza.
art. 20-bis cod. pen. (richiamato)
Inserito tra le disposizioni che regolano le forme sostitutive dell'espiazione della pena; comunque l'istituto della liberazione anticipata resta di competenza del magistrato di sorveglianza secondo l'art. 69-bis.
art. 25, comma 1 Cost.
La Corte richiama il principio del giudice naturale previsto dall'art. 25 Cost. per sostenere la compatibilità sistematica dell'attribuzione della competenza al magistrato di sorveglianza.
d.l. 4 luglio 2024, n. 92, conv. nella legge 8 agosto 2024, n. 112
La modifica normativa che ha sostituito/rideterminato l'art. 69-bis è stata richiamata per sostenere l'attuale formulazione procedurale che attribuisce al magistrato di sorveglianza la decisione sulla liberazione anticipata.
Massime di principio
- La liberazione anticipata può essere concessa anche per periodi di pena espiata mediante sanzione sostitutiva (es. lavori di pubblica utilità).
- La competenza a decidere sulla liberazione anticipata spetta al magistrato di sorveglianza ai sensi dell'art. 69-bis Ord. pen., anche quando la pena è stata eseguita in forma sostitutiva.
- La riserva di compatibilità di norme speciali (es. art. 76 L. 689/1981) non esclude l'applicazione di una norma procedurale generale come l'art. 69-bis quando il testo legislativo è chiaro.
- Il magistrato di sorveglianza ha strumenti per acquisire le informazioni necessarie (interlocuzione con UEPE, forze dell'ordine, attività istruttorie d'ufficio); la mancanza del fascicolo esecutivo non impedisce la decisione.
- In caso di rifiuto o contrasto tra giudici circa la competenza, può essere sollevato conflitto negativo di attribuzione: la Corte di Cassazione decide e assegna la competenza.
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