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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24279/2023 del 06/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Torino con plurime censure: vizi di motivazione e vizio di legge in relazione ai reati di appropriazione indebita (art. 646 c.p.) per due capi di imputazione (appropriazione di documentazione e di somme), mancata validità della querela e conseguente carenza della condizione di procedibilità (art. 12 d.lgs. 36/2018 e artt. 129 e ss. c.p.p.), indeterminatezza del capo di imputazione (art. 552 c.p.p.), errore nel computo della prescrizione (momento consumativo), mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. e contestazione del bilanciamento tra aggravanti e attenuanti (artt. 69 e 62-bis c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo sul profilo relativo al capo 2) (mancanza/validità della querela/condizione di procedibilità). Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al capo 2) e ha disposto il rinvio alla Corte d'appello per riesaminare la questione della procedibilità sulla base dei poteri officiosi ex art. 129 c.p.p.. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile o manifestamente infondato: la questione della procedibilità relativa al capo 1) è manifestamente infondata poiché il condominio si era costituito parte civile; l'eccezione di indeterminatezza del capo d'imputazione è inammissibile per tardività; il momento consumativo (prescrizione) è stato confermato dalla giurisprudenza consolidata che individua il momento consumativo nella cessazione della carica dell'amministratore; la qualificazione della condotta come appropriazione della documentazione è stata ritenuta adeguatamente motivata e le doglianze difensive su temi valutativi sono inammissibili; il motivo su art. 131-bis è aspecifico; il sindacato sul confronto fra attenuanti e aggravanti è precluso in Cassazione.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    Norma rubricante il reato di appropriazione indebita; la Corte ha confermato che l'omessa consegna della documentazione contabile da parte dell'amministratore uscente può integrare il reato.

  • art. 61, comma 1, n. 11 cod. pen.

    Aggravante richiamata nel giudizio di merito; valorizzata dalla Corte di appello nella misura in cui incide sul trattamento sanzionatorio.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Prevede che il giudice possa rilevare d'ufficio la mancanza di una condizione di procedibilità in ogni stato e grado del processo; la Cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello doveva esercitare tale potere rispetto alla querela sul capo 2).

  • art. 12, comma 2, d.lgs. 36/2018

    Disciplina transitoria relativa ai reati per i quali è introdotta la querela quale condizione di procedibilità; la Corte ha precisato che la disciplina non trova applicazione quando la persona offesa si sia già costituita parte civile manifestando volontà di punizione.

  • art. 491 cod. proc. pen.

    Riferimento al termine per dichiarare l'indeterminatezza dell'imputazione; la Cassazione ha ribadito che la nullità per indeterminatezza è relativa e deve essere eccepita tempestivamente, altrimenti è decanduta.

  • art. 552 commi 1 e 2 cod. proc. pen.

    Norme richiamate in relazione all'indeterminatezza dell'imputazione; la Corte ha ritenuto l'eccezione tardiva e quindi inammissibile.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte d'appello l'ha esclusa per non occasionalità e precedente specifico; in Cassazione il motivo difensivo è stato ritenuto aspecifico.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Attenuante per particolare tenuità del fatto; la sua valutazione è rimessa al giudice di merito e richiede verifica della non abitualità e degli elementi del caso concreto.

  • art. 69 cod. pen.

    Principio di determinazione della pena e bilanciamento tra circostanze attenuanti e aggravanti; la Cassazione non è entrata nel merito del giudizio di comparazione perché è questione di fatto/valutativa.

Massime di principio

  • Il giudice può rilevare d'ufficio, in ogni stato e grado del processo, la mancanza di una condizione di procedibilità (art. 129 c.p.p.); quindi un'eccezione di querela non presentata può essere valutata anche se sollevata tardivamente, se porta il giudice ad esercitare i poteri officiosi.
  • Se la persona offesa si è costituita parte civile e ha manifestato la volontà di punizione e mantiene tale posizione nei gradi successivi, la disciplina transitoria sull'avviso ex art. 12 d.lgs. 36/2018 non opera per escludere la procedibilità.
  • Nel caso di appropriazione indebita commessa dall'amministratore di condominio, il momento consumativo si fa generalmente coincidere con la cessazione dalla carica, momento in cui si verifica con certezza l'interversione del possesso e l'eventuale mancata restituzione.
  • La mancata consegna della documentazione contabile al subentrante può costituire appropriazione indebita: la sussistenza e la valutazione della documentazione sono questioni probatorie che il giudice di merito valuta sulla base delle risultanze istruttorie.
  • L'eccezione di indeterminatezza dell'imputazione ha natura relativa e deve essere tempestivamente sollevata, pena la decadenza; non è rilevabile d'ufficio salvo casi espressi dalla legge.
  • Le questioni inerenti la valutazione delle prove, la credibilità e il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti sono, in linea di massima, inammissibili in Cassazione se attengono a valutazioni di merito non caratterizzate da manifesta illogicità o contraddittorietà.
  • Per ottenere il riconoscimento della causa di esclusione della punibilità ex art. 131-bis è necessario trattare la non abitualità e l'assenza di un precedente specifico: obiezioni generiche o aspecifiche sono destinate a restare infruttuose.

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