Cassazione Penale, Sentenza n. 23529/2023 del 30/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della decisione di confisca del denaro sequestrato all'imputato. Si contestava la mancata motivazione circa la riconducibilità della somma complessiva sequestrata (euro 1950,00) al profitto del reato di cessione di stupefacenti; solo euro 20,00 erano il corrispettivo immediatamente sequestrato al momento della cessione, mentre le restanti somme (euro 1930,00) non risultavano dimostrate come provento della specifica condotta contestata.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente alla confisca della somma di euro 1930,00. Ha confermato che solo euro 20,00 costituiscono provato profitto della cessione (sequestro immediato). La confisca delle restanti somme non è stata adeguatamente motivata né risulta il nesso di pertinenzialità con il fatto contestato; pertanto la sentenza impugnata è annullata senza rinvio quanto alla confisca di euro 1930,00 e disposta la restituzione all'avente diritto. Per il resto la sentenza (applicazione della pena a seguito di patteggiamento) è rimasta inalterata.
Norme richiamate
art. 444 cod. proc. pen.
Norma sul giudizio abbreviato e sul patteggiamento; utilizzata per l'applicazione della pena concordata all'imputato.
art. 73, quinto comma, T.U. stupefacenti
Disciplina le fattispecie di detenzione e cessione di stupefacenti contestate all'imputato; costituisce il titolo di responsabilità penale per cui è stato patteggiato.
art. 73, comma 7‑bis, T.U. stupefacenti
Prevede la confisca delle cose che costituiscono il profitto del reato di cui al titolo; la Corte ha interpretato che la confisca è ammissibile solo se il denaro costituisce effettivamente prezzo o profitto della specifica condotta contestata.
art. 240 cod. pen.
Richiamato in relazione alla disciplina della confisca; la Corte distingue le ipotesi di confisca previste dall'art.73, comma 7‑bis, dalle altre forme di confisca previste dal codice penale.
art. 85‑bis T.U. stupefacenti
Norma che rinvia a disposizioni sulla confisca di strumenti o proventi; la Corte precisa che la confisca ex art.73 comma 7‑bis non può essere sostituita con altre forme di confisca senza il necessario nesso di pertinenzialità.
art. 240‑bis cod. pen.
Norma evocata (tramite art.85‑bis) per aspetti della confisca; la Corte osserva che la confisca ai sensi di art.73 comma 7‑bis ha requisiti specifici e non può essere automaticamente estesa senza prova del nesso tra somma e reato.
art. 448, comma 2‑bis cod. proc. pen.
Richiamata dal ricorrente per vizio di motivazione; riguarda i requisiti motivazionali della sentenza su specifiche questioni (qui, la confisca).
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Limite alla motivazione del ricorso in cassazione per motivi richiesti dal rito; la Corte ricorda i limiti entro i quali il ricorrente ha esposto le censure.
Massime di principio
- La confisca di denaro per reati di stupefacenti richiede il nesso diretto tra la somma sequestrata e il prezzo o profitto della specifica condotta contestata; non è sufficiente il mero ritrovamento di denaro in capo all'imputato.
- Il sequestro immediato del corrispettivo al momento della cessione costituisce prova forte che quella somma è profitto del reato; somme trovate successivamente o in abitazione richiedono motivazione che colleghi quelle somme a quella stessa condotta o a condotte ulteriori e provate.
- Se la motivazione non dimostra la pertinenzialità della somma al reato per cui si procede, la confisca va annullata e la somma restituita al legittimo avente diritto.
- Il fatto che il patteggiamento non abbia espressamente disciplinato la confisca non impedisce che il giudice disponga la confisca, ma ciò deve sempre avvenire nel rispetto dei presupposti di legge e con adeguata motivazione.
- In casi di somme eccedenti l'importo provato come corrispettivo di una singola cessione, l'Autorità deve dimostrare (anche con presunzioni gravi e concordanti) che le somme in eccesso derivano da specifiche attività di spaccio o che sono pertinenziali al reato; altrimenti prevale il principio della restituzione.
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