Cassazione Penale, Sentenza n. 4354/2023 del 01/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di condanna per reati di bancarotta (fraudolenta patrimoniale, documentale e bancarotta impropria). La Maffei deduce la propria estraneità alla gestione societaria e sostiene di essere stata mera prestanome del marito (Cartechini), contestando l'esistenza di effettivi poteri gestori. Cartechini contesta invece la motivazione della corte d'appello, lamentando che la responsabilità sarebbe stata basata unicamente sulla relazione del curatore fallimentare e sulla consulenza del PM; contesta inoltre la qualificazione come distrattiva di una operazione del 2008 (rimborso di finanziamenti infruttiferi) e ritiene corretta la valutazione relativa alla cessione del ramo d'azienda.
La decisione
Entrambi i ricorsi sono dichiarati inammissibili. Per la Maffei la Cassazione ritiene irrilevante la mera circostanza che la società fosse prosecuzione di altra amministrata dal marito, e conferma che la corte territoriale ha adeguatamente motivato la piena partecipazione della Maffei sulla base di elementi concreti (partecipazione pressoché totalitaria, stipula di atti pubblici, predisposizione dei bilanci, rapporti con commercialisti e banche, partecipazione alle assemblee, sottoscrizione delle dichiarazioni fiscali). Per il Cartechini la Cassazione ritiene le censure generiche e prive di un concreto rapporto logico con la motivazione impugnata: non sono indicate specifiche doglianze né i punti della sentenza censurati; le osservazioni su singole operazioni non sono collegate logicamente alle condotte contestate. Entrambi condannati alle spese processuali e ciascuno al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 219 legge fallimentare (R.D. n. 267/1942)
circostanze attenuanti generiche (equivalenti all'aggravante di cui all'art. 219 I. fall.)
La corte d'appello ha riconosciuto per la sola Maffei circostanze attenuanti generiche, valutate alla stregua della previsione di cui all'art. 219 l. fall.; la Cassazione riporta tale riferimento senza mutarne la valutazione sostanziale
giurisprudenza della Corte (Sez. 5, n. 54490 del 26/09/2018, Rv. 274166)
Principio secondo cui l'accettazione consapevole del ruolo di amministratore apparente non implica automaticamente la conoscenza dei disegni criminosi dell'amministratore di fatto; principio richiamato per precisare l'onere probatorio a carico dell'imputato che invoca estraneità
Massime di principio
- Per contestare la responsabilità per bancarotta come amministratore occorre contrastare puntualmente le risultanze di fatto motivate dalla corte: non bastano affermazioni generiche di estraneità; bisogna dimostrare con documenti e fatti l'assenza di poteri decisionali (procure, deleghe, verbali, firma effettiva degli atti).
- Le censure in Cassazione devono indicare con precisione i vizi di motivazione o di diritto e il rapporto logico tra i fatti dedotti e le conclusioni del giudice: attacchi vaghi o non collegati ai singoli capi della sentenza sono inammissibili.
- Se la difesa intende sollevare rilievi sulla prova peritale o sulla relazione del curatore, deve evidenziare profili concreti di illogicità, carenza probatoria o contrasto con altri elementi processuali, non limitarsi a negazioni generiche.
- Operazioni economiche formalmente legittime (p.es. rimborsi di finanziamenti o cessioni di rami d'azienda) possono essere contestate come distrazioni solo se si dimostra che erano prive di correlazione economica, effettuate in frode ai creditori o sottovalutate: è necessario fornire elementi sul valore, sul corrispettivo, sui tempi e sulle modalità dell'operazione.
- La qualifica di amministratore apparente richiede prova non soltanto della titolarità formale ma anche della mancanza di effettivo potere decisionale; chi domanda il beneficio deve fornire elementi specifici che dimostrino la totale esclusione dalla gestione.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 1 feb 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 4147/2023 del 01/02/2023
- Sentenza penale · 1 feb 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 4148/2023 del 01/02/2023
- Sentenza penale · 1 feb 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 4149/2023 del 01/02/2023
- Sentenza penale · 1 feb 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 4150/2023 del 01/02/2023
- Sentenza penale · 1 feb 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 4151/2023 del 01/02/2023
- Sentenza penale · 1 feb 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 4153/2023 del 01/02/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →