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Ordinanza

Ordinanza n. 10237/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dall’Amministrazione nel procedimento avente ad oggetto l’istanza di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Spagna ai sensi del d. lgs. 9 novembre 2007, n. 206, come modificato dal d. lgs. 28 gennaio 2016, n. 15; e per la condanna della P.A. all’adozione di un provvedimento espresso nel termine stabilito ex art. 117, comma 2, c.p.a. nonché per la nomina di un commissario ad acta incaricato di concludere il procedimento con l’adozione del provvedimento in caso di perdurante inerzia serbata dalla Amministrazione intimata;

Giustizia amministrativa202506869

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulle istanze di riconoscimento di un titolo abilitante conseguito in Spagna

Esito

IMPROCEDIBILITA

La controversia

Il ricorrente aveva proposto un'azione avverso il silenzio-inadempimento delle amministrazioni ministeriali sulla domanda di riconoscimento, ai sensi del d.lgs. 206/2007, come modificato dal d.lgs. 15/2016, di un titolo conseguito in Spagna e ritenuto valido per l'insegnamento di sostegno. Nel precedente giudizio, definito con sentenza della stessa Sezione, il ricorso era stato accolto e le amministrazioni erano state condannate ad adottare un provvedimento espresso, con nomina di un commissario ad acta per il caso di perdurante inerzia. Dopo tale sentenza, il ricorrente ha depositato un'istanza dichiarando di rinunciare al ricorso e alla domanda di riconoscimento del titolo estero, in vista dell'iscrizione a percorsi formativi attivati dall'INDIRE, che sarebbe stata subordinata alla rinuncia alla domanda di riconoscimento del titolo conseguito all'estero.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che, essendo l'istanza intervenuta dopo la definizione del giudizio con sentenza favorevole, essa non costituisse una rinuncia processuale al ricorso tale da richiedere una pronuncia estintiva, ma una rinuncia agli effetti favorevoli della sentenza. Tale rinuncia è stata qualificata come facoltà liberamente esercitabile dalla parte vittoriosa, senza necessità di intermediazione o specifica statuizione giudiziale. Di conseguenza, il Collegio ha dichiarato il non luogo a provvedere.

Norme richiamate

  • art. 117, comma 2, c.p.a.

    Richiamato nell'oggetto dell'azione avverso il silenzio quale base per la condanna dell'amministrazione all'adozione di un provvedimento espresso entro il termine stabilito dal giudice.

  • d.lgs. 9 novembre 2007, n. 206

    Indicato quale disciplina applicabile alla domanda di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Spagna.

  • d.lgs. 28 gennaio 2016, n. 15

    Richiamato quale fonte modificativa del d.lgs. 206/2007 in materia di riconoscimento del titolo estero.

Massime di principio

  • Quando il giudizio avverso il silenzio è già stato definito con una sentenza favorevole che ha imposto all'amministrazione di provvedere, la successiva dichiarazione della parte vittoriosa di rinunciare alla domanda sostanziale e agli effetti della pronuncia non richiede una nuova statuizione giurisdizionale di estinzione: essa costituisce rinuncia agli effetti favorevoli della sentenza, rimessa alla libera scelta della parte.
  • La rinuncia agli effetti favorevoli di una sentenza amministrativa favorevole può essere esercitata dalla parte vittoriosa senza necessità di intermediazione giudiziale; il giudice, pertanto, dichiara il non luogo a provvedere sulla successiva istanza.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanzaCarriera degli studenti
RamiProcesso amministrativoProcedimento amministrativoIstruzione e università
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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