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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6851/2024 del 15/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto della richiesta di riesame avverso l'ordinanza del GIP che aveva disposto la custodia in carcere per due contestazioni di detenzione e cessione di cocaina. Il ricorrente denunciava soprattutto la mancata autonoma valutazione, da parte del GIP, dei gravi indizi di responsabilità (art. 292, comma 2, c.p.p.), sostenendo che il giudice si era limitato a recepire acriticamente la richiesta del pubblico ministero senza un vaglio critico distinto per le due posizioni; inoltre censurava l'adeguatezza della misura cautelare (sostegno che gli arresti domiciliari sarebbero stati sufficienti, anche per la sua presunta incensuratezza).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza delle censure. Ha ritenuto che il ricorrente non avesse indicato in modo specifico i passi dell'ordinanza censurata né gli elementi per cui l'omissione avrebbe potuto portare a conclusioni diverse. Il Tribunale del riesame aveva invece motivato l'autonoma valutazione del GIP, richiamando video, intercettazioni, pedinamenti, sequestri (tra cui circa 4 kg sequestrati il 29/04/2023 e circa 29 kg rinvenuti in fusti interrati il 19/05/2023) e la corrispondenza dei loghi sulle confezioni, nonché la sistematicità e l'organizzazione del traffico, giustificando la necessità della custodia in carcere. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende (ex art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 292, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiede che il giudice delle misure compia un'autonoma e motivata valutazione dei gravi indizi e delle esigenze cautelari; tuttavia la censura in cassazione è inammissibile se generica: il ricorrente deve indicare i passi dell'ordinanza la cui omissione avrebbe impedito apprezzamenti contrari tali da condurre a conclusioni diverse.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze pecuniarie a carico del ricorrente in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso, con oneri per le spese processuali e per la Cassa delle Ammende.

  • Principio giurisprudenziale sui limiti del sindacato di legittimità

    La Corte di cassazione verifica esclusivamente la corrispondenza della motivazione ai canoni della logica e del diritto; non può sostituirsi al giudice di merito per una diversa valutazione degli elementi probatori già esaminati.

Massime di principio

  • La doglianza di omessa autonoma valutazione da parte del GIP deve essere formulata con precisione: indicare i passi dell'ordinanza contestata e spiegare come l'omissione abbia impedito apprezzamenti contrari rilevanti; le censure generiche sono inammissibili.
  • Il tribunale del riesame non è obbligato a dettagliare oltre misura la sua motivazione quando la censura in cassazione è generica; il gravame deve mostrare concretamente il vizio.
  • In sede di cassazione il controllo è limitato alla coerenza logica e giuridica della motivazione: non è consentito un riesame del merito o una riconsiderazione ex novo delle risultanze probatorie.
  • Un'ordinanza cautelare può ritenersi frutto di autonoma valutazione anche quando rielabora e valorizza indagini (video, intercettazioni, pedinamenti, sequestri, corrispondenze di elementi materiali) tipicamente richiamati dall'accusa, purché emerga una esposizione e un vaglio critico degli elementi.
  • La gravità, l'organizzazione, la sistematicità e l'entità delle quantità sequestrate sono elementi tipici che giustificano la custodia in carcere rispetto a misure meno afflittive; occorre contestualizzare la valutazione alla complessità e alla prova raccolta.
  • Per impugnare efficacemente misure cautelari è strategico precisare le incongruenze o lacune motivazionali punto per punto e proporre elementi di fatto o di diritto che avrebbero potuto condurre a valutazioni diverse, evitando censure vaghe o meramente assertive.

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