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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 29894/2023 del 27/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Al notaio Di Liegro è stata contestata la reiterata indicazione in fattura di spese esenti ex art. 15 D.P.R. 633/1973 per importi eccedenti le reali anticipazioni, con conseguente sottrazione a tassazione di somme rilevanti e illecito vantaggio concorrenziale. Il Consiglio notarile gli aveva irrogato la sospensione di tre mesi (art. 147 L. 89/1913 e art. 14 principi di deontologia 30.7.2008). Il ricorrente ha eccepito di aver rettificato le fatturazioni e di aver operato il ravvedimento operoso prima dell'avvio del procedimento, sostenendo inoltre che le irregolarità non avevano aumentato il costo finale per i clienti e che eventuali maggiori imposte sarebbero state sostenute dal notaio. In sede di merito è emerso che, su 350 fatture del periodo, 120 analizzate a campione riportavano spese inesistenti con un indebito vantaggio e una sottrazione fiscale stimata in circa 83.000 euro; il ricorrente non ha provato la completa restituzione delle somme indebitamente incassate né l'integrale risarcimento dei danni patrimoniali per i clienti, e la regolarizzazione effettuata ha riguardato solo una parte delle fatture.

La decisione

La Corte d'appello ha confermato la sanzione disciplinare (sospensione di tre mesi) e ha negato il riconoscimento delle attenuanti, ritenendo insufficiente il ravvedimento parziale e la mera regolarizzazione fiscale non accompagnata dalla prova della restituzione integrale e del risarcimento del danno patrimoniale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso per tutti i motivi, confermando che il ravvedimento operoso non estingue automaticamente l'illecito disciplinare se non è dimostrata l'eliminazione completa delle conseguenze dannose e l'integrale risarcimento quando sussiste un danno patrimoniale. Ha altresì ribadito la legittimità della valutazione discrezionale del giudice circa le attenuanti generiche alla luce della gravità e reiterazione delle irregolarità. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali (esborsi e compensi, IVA etc.) e all'eventuale ulteriore contributo unificato previsto.

Norme richiamate

  • Legge notarile (L. 89/1913), art. 144

    se nel fatto addebitato al notaio ricorrono circostanze attenuanti ovvero quando il notaio, dopo aver commesso l'infrazione, si è adoperato per eliminare le conseguenze dannose della violazione o ha riparato interamente il danno prodotto, la sanzione pecuniaria è diminuita di un sesto e sono sostituiti l'avvertimento alla censura, la sanzione pecuniaria, applicata nella misura prevista dall'articolo 138-bis, comma 1, alla sospensione e la sospensione alla destituzione

    L'art. 144 individua due ipotesi attenuanti distinte: l'operare per eliminare le conseguenze dannose (applicabile in generale a illeciti non produttivi di danno patrimoniale risarcibile) e la riparazione integrale del danno (necessaria se il fatto ha prodotto un danno patrimoniale). Per beneficiare della mitigazione quando esiste un danno patrimoniale è richiesta la prova dell'integrale risarcimento o restituzione.

  • Legge notarile (L. 89/1913), art. 147 lettera b

    Norma richiamata come base per l'irrogazione della sanzione disciplinare (sospensione) a fronte di violazioni deontologiche gravi.

  • D.P.R. 633/1973, art. 15

    Disciplina le spese esenti da IVA; l'indicazione in fattura di spese come esenti pur non essendo riconducibili a reali anticipazioni configura un'errata contabilizzazione e può provocare una sottrazione a tassazione e un danno patrimoniale.

  • Principi di deontologia professionale del 30.7.2008, art. 14, comma primo, lett. a

    Richiamati come norme deontologiche di riferimento per la valutazione disciplinare della condotta del notaio e per la determinazione delle sanzioni.

  • D.P.R. 115/2002, art. 13

    Norma procedurale richiamata in relazione al contributo unificato dovuto in sede di cassazione; la sentenza dà atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore versamento se dovuto.

  • Codice penale, art. 62 n. 6 (richiamato per analogia) e giurisprudenza in materia

    Per analogia si è richiamato il principio penale secondo cui il ravvedimento che elimina conseguenze dannose non riguarda i pregiudizi patrimoniali risarcibili; la giurisprudenza afferma che in caso di danno patrimoniale l'attenuante richiede l'integrale risarcimento.

Massime di principio

  • Il ravvedimento operoso e la semplice regolarizzazione fiscale non estinguono automaticamente la responsabilità disciplinare se non è dimostrata l'eliminazione completa delle conseguenze dannose; quando si è cagionato un danno patrimoniale è necessario l'integrale risarcimento/restauro per ottenere le attenuanti previste dall'art. 144 L.N.
  • Le attenuanti previste dall'art. 144 sono distinte: 'adoperarsi per eliminare le conseguenze' si applica soprattutto a illeciti non produttivi di danno patrimoniale risarcibile; la 'riparazione integrale del danno' è richiesta per illeciti con pregiudizio economico e richiede prova documentale della restituzione o risarcimento.
  • L'assenza di precedenti disciplinari non determina automaticamente la concessione di attenuanti generiche: la loro applicazione resta rimessa alla valutazione motivata del giudice che deve bilanciare tutte le circostanze, in particolare gravità, reiterazione e entità del danno.
  • La verifica a campione che evidenzi circostanze di sistematicità e reiterazione delle irregolarità rafforza la valutazione di gravità e può giustificare sanzioni severe anche se il professionista ha proceduto a regolarizzazioni parziali.
  • Per i professionisti, la documentazione probatoria della restituzione delle somme indebitamente percepite e del risarcimento dei maggiori oneri sostenuti dai clienti è essenziale per ottenere benefici attenuanti in sede disciplinare.

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