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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 29840/2023 del 27/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso il decreto che aveva respinto l'opposizione allo stato passivo e aveva ritenuto sussistente la responsabilità della banca per abusiva concessione del credito. La ricorrente contestava: (1) la legittimazione del curatore a eccepire in compensazione un'azione di risarcimento per danno da concessione abusiva; (2) la mancanza di prova che la DA.MA. fosse in stato di dissesto al momento dell'apertura di credito (15.3.2000); (3) l'errata valutazione del nesso di causalità tra erogazione del finanziamento e aggravamento del dissesto; (4) la quantificazione del danno (equiparata all'intera esposizione bancaria) e la mancata richiesta di c.t.u. sul valore degli immobili ipotecati; (5) l'erroneo rigetto dell'eccezione di prescrizione del curatore.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso: ha dichiarato fondata la censura con riguardo alla insufficiente/‘apparente’ motivazione del Tribunale sulla valutazione dello stato economico-patrimoniale della DA.MA. alla data dell'erogazione (15.3.2000) e sull'impatto dell'erogazione stessa. Ha altresì affermato che il curatore è legittimato ad agire per il danno al patrimonio sociale, ma ha censurato il mancato approfondimento dei bilanci e degli elementi ex ante necessari per stabilire la natura “abusiva” del credito e il nesso causale. Per tali ragioni il decreto del Tribunale di Rimini n. 12335/2019 è stato cassato e la causa rinviata al medesimo tribunale in diversa composizione per nuovo esame; gli altri motivi sono stati dichiarati assorbiti nei limiti dell'accoglimento del primo motivo. La Corte ha inoltre disposto la regolazione delle spese del giudizio di legittimità e ha escluso l'obbligo per la ricorrente di un ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 93 legge fallimentare

    Norma processuale che disciplina l'opposizione allo stato passivo; qui usata come titolo del procedimento con cui la banca/chirografo ha chiesto ammissione al passivo

  • art. 31 legge fallimentare

    Attribuisce al curatore la gestione del patrimonio del fallito e giustifica la legittimazione del curatore ad agire per i diritti patrimoniali della società fallita

  • artt. 42 e 43 legge fallimentare

    Riferiti come base per l'esercizio delle azioni del curatore per il soddisfacimento dei creditori e per la tutela del patrimonio sociale

  • art. 146 legge fallimentare

    Citato nel ricorso; collegato alla disciplina delle azioni e delle eccezioni nelle procedure concorsuali, rilevante sul tema della compensazione

  • artt. 40 e 41 codice penale

    Richiamati per i principi di nesso causale e causalità efficiente nella valutazione dell'incidenza dell'erogazione del credito sull'aggravamento del dissesto

  • art. 2394 cod. civ.

    Usato quale riferimento per la pretesa risarcitoria connessa a comportamenti che abbiano cagionato danno alla compagine sociale (responsabilità verso la società e suoi creditori)

  • art. 1223 e 1225 cod. civ.

    Norme sul risarcimento del danno e sulla liquidazione del danno: richiamate nella critica alla quantificazione del danno e alla necessità di prova

  • art. 1226 cod. civ.

    Parametro equitativo invocato dal Tribunale per la quantificazione del danno; la Corte richiama la necessità di adeguata motivazione per la sua applicazione

  • art. 2 codice della crisi e dell'insolvenza (d.lgs. applicabile)

    art. 2 (codice della crisi) - definizione di "crisi"

    Richiamato per definire il concetto di "crisi" dell'impresa e verificare se alla data dell'erogazione fosse già ravvisabile uno stato che rendesse probabile l'insolvenza

  • artt. 2935, 2946, 2947 cod. civ.

    artt. 2935, 2946, 2947 c.c.

    Norme sulla prescrizione dei diritti: invocate dalla ricorrente per sostenere l'estinzione dell'azione risarcitoria per decorso del termine

  • art. 360 cod. proc. civ.

    art. 360, 1° co., nn. 3 e 5 c.p.c.

    Norma processuale che indica i motivi di cassazione per violazione di legge e vizio di motivazione, fondamento dell'impugnazione in cassazione

  • d.P.R. n. 115/2002 art. 13

    Norma sul contributo unificato: applicata dalla Corte per escludere l'ulteriore versamento da parte della ricorrente in ragione dell'accoglimento parziale

Massime di principio

  • Il curatore fallimentare è legittimato ad agire per la tutela del danno subito dal patrimonio sociale della società fallita; quindi può proporre azioni che mirino a recuperare pregiudizi patrimoniali subiti dall'impresa
  • Per affermare la 'concessione abusiva di credito' è necessario un accertamento ex ante del quadro economico-patrimoniale dell'impresa alla data dell'erogazione: non sono decisivi elementi generici (capitale sociale esiguo, successivi bilanci in perdita, oneri finanziari) senza l'analisi puntuale dei netti patrimoniali e dell'evoluzione degli esercizi immediatamente rilevanti
  • Il nesso causale tra erogazione del credito e aggravamento del dissesto richiede motivazione approfondita e prova dell'incidenza concreta dell'operazione sul patrimonio societario; il mero parallelismo tra esposizione debitoria e fallimento non è sufficiente
  • La quantificazione del danno deve essere motivata e, quando difficile da provare in termini puntuali, la Corte richiede adeguati criteri di liquidazione (c.t.u., parametri equitativi ben giustificati o teoria differenziale se invocabile)
  • Una motivazione 'apparente' o carente sul punto essenziale (es.: mancata valutazione analitica dei bilanci e degli elementi ex ante) è causa di cassazione: il giudice di merito deve esaminare e fondare logicamente gli elementi rilevanti per la decisione

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