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Sentenza

Sentenza n. 454/2026 - Firenze, Sezione 3

per l'annullamento - dell’ordinanza Dirigenziale n. 591 del 29/05/2025, notificata in data 03.06.2025, emessa dal Dirigente del Settore 6 - Governo del territorio del Comune di Carrara (prot. n. 0051736/2025 del 03/06/2025), avente ad oggetto: “ingiunzione di demolizione e rimessa in pristino per opere eseguite in assenza di permesso di costruire, nei confronti della 4 Ottobre sas; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o conseguenziale; - del verbale di ispezione della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara e dell'Agenzia del Demanio del 14.06.2022 (prot. 45920); - della relazione tecnica del Comune di Carrara prot. 76635 del 28.09.2022; - della diffida ex. art. 210 Legge Regionale Toscana 10/11/2014 n. 65, prot. 80777 dell'11.10.2022; - del verbale di sopralluogo d'ufficio dell'08.05.2025.

Giustizia amministrativa202501820

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e rimessione in pristino di opere realizzate in assenza del permesso di costruire e senza nulla osta demaniale, comprese variazioni planimetriche interne, opere esterne e pavimentazioni

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società concessionaria dello stabilimento balneare ha impugnato l’ordinanza comunale di demolizione, deducendo: omessa verifica d’ufficio delle tolleranze costruttive, delle semplificazioni relative allo stato legittimo dell’immobile e delle sanatorie speciali introdotte dal d.l. 69/2024; erronea e apodittica qualificazione degli interventi come eseguiti in totale difformità dal titolo edilizio; omesso avvertimento dell’effetto acquisitivo conseguente all’inottemperanza; illegittima demolizione delle pavimentazioni esterne, asseritamente riconducibili all’edilizia libera; applicazione della sanzione demolitoria a docce e opere interne soggette a CILA; mancata graduazione della sanzione in rapporto alla consistenza degli abusi; omessa attesa dell’approvazione del nuovo strumento urbanistico; illegittima adozione dell’ordine di demolizione mentre era pendente un’istanza di variante al permesso di costruire; omessa valutazione delle osservazioni procedimentali; contraddittorietà del comportamento comunale per avere sanzionato alcune opere e non altre ritenute urbanisticamente irrilevanti.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto che la verifica delle tolleranze costruttive, dello stato legittimo e delle sanatorie speciali non dovesse essere svolta d’ufficio, spettando alla parte presentare l’istanza e dimostrare la sussistenza dei relativi presupposti. La censura sulla qualificazione degli abusi è stata dichiarata inammissibile per difetto di interesse, poiché la presenza del vincolo paesaggistico e l’assenza del nulla osta demaniale rendevano comunque necessaria la demolizione; inoltre, l’esecuzione su suolo demaniale esclude l’acquisizione gratuita dell’area e le questioni sulla fiscalizzazione riguardano la fase esecutiva. È stata respinta la doglianza relativa all’omesso avvertimento dell’effetto acquisitivo, poiché per opere realizzate su area demaniale tale effetto non si produce. La demolizione delle pavimentazioni è stata ritenuta legittima perché, pur riconducibili all’edilizia libera, erano in contrasto con lo strumento urbanistico e soggette alla sanzione demolitoria prevista dalla normativa regionale, senza margini di discrezionalità sulla proporzionalità della misura. Anche docce e opere interne potevano essere demolite per l’assenza del necessario nulla osta demaniale, richiesto per qualsiasi intervento su area demaniale o di rispetto. Il Comune non era tenuto a graduare ulteriormente la sanzione, avendo esaminato distintamente gli abusi e applicato sanzioni vincolate. Non sussisteva l’obbligo di attendere l’approvazione del nuovo POC, né la pendenza di un’istanza di variante legittimava l’esecuzione delle opere prima dell’approvazione; l’archiviazione dell’istanza aveva comunque definito il relativo procedimento. La doglianza sulle osservazioni procedimentali è stata dichiarata inammissibile per genericità. Infine, è stata dichiarata inammissibile anche la censura di contraddittorietà, poiché le sanzioni edilizie vincolate non sono censurabili per eccesso di potere, riguardando quest’ultimo il cattivo esercizio della discrezionalità. La ricorrente è stata condannata a rifondere al Comune di Carrara 4.000 euro, oltre accessori se dovuti; spese compensate nei confronti dell’Agenzia del Demanio.

Norme richiamate

  • art. 35 d.P.R. 380/2001

    Per le opere realizzate su aree appartenenti al demanio non opera l’effetto acquisitivo conseguente all’inottemperanza all’ordine di demolizione.

  • art. 62, comma 3, POC vigente

    La pavimentazione esterna risultava realizzata in contrasto con lo strumento urbanistico vigente.

  • art. 201 l.r. Toscana 65/2015

    La realizzazione di opere di edilizia libera in contrasto con gli strumenti urbanistici comporta la sanzione della demolizione, senza discrezionalità comunale sulla proporzionalità della misura.

  • artt. 54 e 55 Codice della navigazione

    La tutela del demanio marittimo richiede la previa autorizzazione dell’autorità marittima per qualsiasi intervento ricadente in area demaniale o in area di rispetto; in sua assenza è legittimo l’ordine di demolizione e rimessione in pristino.

  • art. 210 l.r. Toscana 65/2014

    La norma è richiamata in relazione alla diffida comunale, senza che dal testo emerga una specifica interpretazione decisiva ulteriore.

Massime di principio

  • Le verifiche relative alle tolleranze costruttive, allo stato legittimo dell’immobile e alle sanatorie edilizie non devono essere attivate d’ufficio dall’amministrazione nell’ambito del procedimento repressivo, ma devono essere dedotte dalla parte mediante apposita istanza e provate quanto alla loro applicabilità concreta.
  • Quando le opere abusive insistono su area demaniale e manca il necessario nulla osta dell’autorità competente, l’ordine di demolizione costituisce una conseguenza vincolata, indipendentemente dalla qualificazione dell’abuso, dalla sua consistenza e dal titolo edilizio eventualmente richiesto.
  • Per le opere realizzate su area demaniale non si produce l’effetto acquisitivo previsto dall’art. 35 d.P.R. 380/2001 in caso di mancata ottemperanza all’ordine di demolizione; pertanto l’ordinanza non deve contenere il relativo avvertimento.
  • La realizzazione di opere riconducibili all’edilizia libera non esclude la sanzione demolitoria quando esse siano in contrasto con gli strumenti urbanistici e la disciplina regionale preveda espressamente la demolizione come conseguenza vincolata.
  • La presentazione di un’istanza di variante al permesso di costruire non legittima l’esecuzione delle opere difformi prima dell’approvazione della variante e non impedisce l’adozione dell’ordine di demolizione; l’archiviazione dell’istanza definisce il relativo procedimento.
  • I provvedimenti edilizi di natura vincolata non sono normalmente censurabili per eccesso di potere, inclusa la contraddittorietà, poiché tale vizio presuppone un cattivo esercizio di poteri discrezionali.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziConcessioni demaniali marittimeAutotutela
RamiEdiliziaDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEccesso di potereOnere della prova e principio dispositivo

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