Sentenza n. 290/2026 - Pescara, Sezione 1
per l'annullamento del silenzio-diniego formatosi sull’istanza di accesso del 20 gennaio 2026, in relazione ad un avviso di accertamento per tributo IRPEF e addizionali per il 2013, con importo a debito di €10.924,95.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-diniego formatosi sull’istanza di accesso agli atti del 20 gennaio 2026 relativa a un avviso di accertamento IRPEF e addizionali per l’anno 2013 e agli atti conseguenti
Esito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l’accesso alla copia dell’avviso di accertamento notificato il 22 marzo 2018, agli eventuali avvisi bonari, comunicazioni di irregolarità, ulteriori avvisi di liquidazione o accertamento, comunicazioni relative al ruolo e al carico affidato all’Agente della riscossione, estratti del ruolo e del conto debitorio, cartella esattoriale, atti di riscossione successivi e relative relate di notifica. Ha dedotto la titolarità di un interesse diretto, concreto e attuale, finalizzato a verificare la legittimità della pretesa erariale e, se del caso, a contestarla in giudizio. L’Agenzia delle Entrate ha chiesto il rigetto, sostenendo di avere interessato il Centro Operativo di Pescara, ritenuto competente, e di averne informato la ricorrente.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che l’istanza individuasse in modo specifico gli atti richiesti e che tali documenti fossero pertinenti alle esigenze di tutela della ricorrente in relazione all’avviso di accertamento, integrando quindi un interesse diretto, concreto e attuale ai sensi dell’art. 22 della legge n. 241/1990. Il giudice ha inoltre affermato che, indipendentemente dalla ripartizione interna delle competenze tra gli uffici dell’Amministrazione finanziaria e dal carattere automatizzato o meno della procedura, la Direzione Provinciale di Pescara costituisce l’organo istituzionale di riferimento a livello provinciale per gli avvisi di accertamento e gli atti conseguenti. Ha ordinato all’Agenzia di rilasciare, entro 30 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, copia dei documenti richiesti esistenti, compresi quelli provenienti dal Centro Operativo di Pescara, ai sensi dell’art. 116, comma 4, c.p.a. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 22 l. 241/1990
interesse diretto, concreto e attuale
L’accesso documentale è giustificato quando la richiesta individua specificamente i documenti e questi risultano pertinenti alle esigenze di tutela della posizione giuridica dell’istante.
art. 116, comma 4, c.p.a.
termine di 30 (trenta) giorni dalla notifica o comunicazione della presente sentenza
Nel giudizio avverso il silenzio sull’istanza di accesso, il giudice può ordinare all’amministrazione l’esibizione e il rilascio dei documenti entro un termine determinato.
Massime di principio
- L’interesse diretto, concreto e attuale all’accesso documentale sussiste quando il richiedente individua specificamente gli atti e dimostra la loro pertinenza rispetto all’esigenza di verificare o tutelare la propria posizione giuridica, anche in vista di una contestazione giudiziale della pretesa amministrativa.
- La ripartizione interna delle competenze tra diversi uffici della stessa amministrazione non può tradursi, nei confronti dell’istante, in un diniego o in una mancata gestione dell’istanza di accesso: l’ufficio amministrativo istituzionalmente riferibile alla materia deve assicurare il rilascio dei documenti richiesti esistenti, anche se formati o detenuti da un diverso ufficio della medesima amministrazione.
- Nel giudizio avverso il silenzio-diniego su un’istanza di accesso, l’ordine giudiziale di esibizione può comprendere tutti i documenti richiesti che risultino esistenti e può riguardare anche documenti provenienti da un diverso ufficio dell’amministrazione interessata.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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