Sentenza n. 1072/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento dell’ordinanza di demolizione n. 94 del 7 giugno 2022 emessa dal Comune di San Giuseppe Vesuviano e notificata il 10 giugno 2022.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'esecuzione dell'ordinanza di demolizione da parte del ricorrente ha fatto venir meno l'interesse alla decisione sulla domanda di annullamento. Le spese di lite sono state compensate in ragione della definizione in rito della controversia.
Atto impugnato: ordinanza di demolizione n. 94 del 7 giugno 2022, notificata il 10 giugno 2022
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato l'ordinanza comunale di demolizione, chiedendone l'annullamento. Il testo non espone i motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, con memoria del 22 ottobre 2025, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione poiché aveva dato esecuzione all'ordinanza impugnata.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione allo svolgimento dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio di annullamento, il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione perché ha dato esecuzione spontanea all'atto impugnato, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La definizione in rito per sopravvenuta carenza di interesse può giustificare la compensazione delle spese di lite.
Come è indicizzato
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