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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31369/2024 del 06/12/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (INPS)

La controversia

Una società attiva nell’allestimento di interni navali, poi posta in liquidazione, ha impugnato un avviso di addebito con cui l’INPS richiedeva maggiori contributi in relazione alle indennità di trasferta corrisposte ai lavoratori. La società ha sostenuto: 1) l’inesistenza della notificazione dell’avviso, perché eseguita non da soggetto abilitato e comunque non indirizzata al liquidatore o al legale rappresentante; 2) la nullità dell’avviso per mancanza di sottoscrizione del responsabile dell’ufficio; 3) l’insussistenza del credito previdenziale. Il Tribunale ha dichiarato l’opposizione inammissibile per tardività, ritenendo valida la notifica effettuata mediante raccomandata con avviso di ricevimento presso la sede sociale. La Corte d’appello ha confermato, escludendo l’applicabilità della legge n. 890 del 1982 alla notifica dell’avviso di addebito e qualificando l’atto come amministrativo, notificabile ai sensi dell’art. 30, comma 4, d.l. n. 78 del 2010. Con il ricorso per cassazione, la società ha denunciato falsa applicazione dell’art. 30, comma 4, d.l. n. 78 del 2010 e violazione degli artt. 4, 8 e 12 della legge n. 890 del 1982, sostenendo che per la notifica degli atti delle pubbliche amministrazioni dovessero comunque osservarsi le garanzie della disciplina postale degli atti giudiziari e che la loro omissione determinasse inesistenza della notificazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha affermato che l’art. 30, comma 4, d.l. n. 78 del 2010 disciplina in modo speciale ed esaustivo la notifica dell’avviso di addebito INPS, consentendo espressamente anche l’invio tramite raccomandata con avviso di ricevimento, senza richiamo necessario alla legge n. 890 del 1982. La notificazione effettuata all’indirizzo corretto della società, nel rispetto delle regole del servizio postale ordinario, non può qualificarsi inesistente. Poiché la società non aveva dedotto tempestivamente e con opposizione agli atti esecutivi eventuali irregolarità diverse dall’inesistenza, la tardività dell’opposizione è stata confermata. La Corte ha inoltre dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 30, comma 4, d.l. 31 maggio 2010, n. 78 conv. in L. 30 luglio 2010, n. 122

    comma 4; secondo periodo; primo periodo

    La norma prevede una disciplina speciale della notifica dell’avviso di addebito INPS: priorità alla PEC e possibilità di notifica anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Tale disciplina esclude l’obbligo di applicare la legge n. 890 del 1982 alla notifica dell’avviso di addebito.

  • art. 30, comma 1, d.l. 31 maggio 2010, n. 78 conv. in L. 30 luglio 2010, n. 122

    L’avviso di addebito è il titolo esecutivo attraverso cui è effettuata l’attività di riscossione dei crediti INPS a decorrere dal 1 gennaio 2011.

  • art. 30, comma 14, d.l. 31 maggio 2010, n. 78 conv. in L. 30 luglio 2010, n. 122

    La norma estende all’avviso di addebito i riferimenti normativi contenuti in leggi vigenti al ruolo, alle somme iscritte a ruolo e alla cartella di pagamento, valorizzando la continuità tra cartella e avviso di addebito.

  • artt. 4, 8 e 12 L. 20 novembre 1982, n. 890

    Le disposizioni sulla notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari non si applicano alla notifica dell’avviso di addebito INPS, perché la disciplina dell’art. 30, comma 4, d.l. n. 78 del 2010 è speciale ed esaustiva.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    La censura è stata proposta come violazione e falsa applicazione di legge.

  • artt. 375, secondo comma, e 380-bis.1, primo e secondo comma, c.p.c.

    La causa è stata trattata in camera di consiglio con il procedimento accelerato previsto per il ricorso per cassazione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    In caso di rigetto integrale del ricorso proposto dopo il 30 gennaio 2013, sussistono i presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • La notificazione dell’avviso di addebito INPS segue una disciplina speciale prevista dall’art. 30, comma 4, d.l. n. 78 del 2010, che consente anche la raccomandata con avviso di ricevimento; non è necessario applicare la legge n. 890 del 1982 sulle notifiche degli atti giudiziari.
  • L’inesistenza della notificazione è una categoria residuale e ricorre solo in presenza di una palese e radicale difformità dal modello legale; non basta una mera irregolarità del procedimento notificatorio se l’atto è comunque spedito all’indirizzo corretto con le modalità consentite dalla legge.
  • Quando una notifica è viziata da irregolarità diverse dall’inesistenza, la parte deve reagire con i rimedi processuali tempestivi propri dell’opposizione agli atti esecutivi; non può far valere tali vizi come se la notifica fosse inesistente per superare la tardività dell’opposizione di merito.
  • Nell’interpretazione delle norme sulla riscossione INPS, assumono rilievo anche la finalità di efficienza e snellezza del procedimento: il legislatore può prevedere forme semplificate di notifica compatibili con il diritto di difesa.
  • La qualificazione dell’avviso di addebito come atto amministrativo, e non come atto giudiziario, esclude l’automatica estensione delle regole di notificazione proprie degli atti giudiziari.
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Come è indicizzato

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