Cassazione Penale, Sentenza n. 43090/2022 del 14/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di equo indennizzo per ingiusta detenzione ex art. 314 cod. proc. pen. per ordinanza cautelare emessa in relazione a fatti di detenzione di stupefacenti (41 g di cocaina). Il ricorrente era stato assolto con sentenza di primo grado passata in giudicato per insussistenza del fatto; impugnava l'ordinanza della Corte d'appello di Messina che aveva rigettato l'istanza, deducendo vizio di motivazione e violazione dell'art. 314 cod. proc. pen., sostenendo che la Corte territoriale avrebbe valutato in modo errato la sola quantità della sostanza e non avrebbe tenuto adeguatamente conto delle dichiarazioni del ricorrente sul carattere esclusivamente personale della detenzione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che la Corte d'appello abbia correttamente valutato, ex ante, la sussistenza della colpa grave ostativa all'equa riparazione: il giudice ha considerato la quantità (41 g, suddivisa in due involucri, superiore al valore massimo tabellarmente detenibile e corrispondente a circa 173 dosi), le modalità del trasporto e lo sbarco con la sostanza, nonché le dichiarazioni rese dal ricorrente, giudicate ambigue rispetto all'impossibilità di custodire la droga a bordo. Tali elementi, valutati in sinergia, giustificano la conclusione della Corte territoriale che la condotta del ricorrente abbia concorso a determinare l'intervento e il mantenimento dell'autorità. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali in Cassazione, mentre non è stata riconosciuta la rifusione delle spese sostenute dal Ministero a causa della genericità della memoria difensiva depositata in sua sede.
Norme richiamate
art. 314 cod. proc. pen.
Disciplina il diritto all'equa riparazione per ingiusta detenzione e la condizione ostativa rappresentata dal fatto che l'indagato abbia dato o concorso a darvi causa con dolo o colpa grave; la colpa grave si valuta ex ante e può derivare anche da comportamenti che non costituiscono reato ma hanno comunque creato la falsa apparenza della sussistenza di un illecito penale
art. 4, comma 1, lett. b, d.lgs. n. 188/2021 (modifica art. 314)
Rilevanza delle dichiarazioni dell'indagato/imputato anche dopo la modifica normativa: dichiarazioni ambigue, false o reticenti possono concorrere a integrare la colpa grave ai fini dell'ostatività all'indennizzo
Massime di principio
- La valutazione della colpa grave ex art. 314 cod. proc. pen. è una valutazione ex ante autonoma rispetto al giudizio di merito: il giudice della riparazione deve accertare se la condotta abbia creato, anche in presenza di errore dell'autorità, la falsa apparenza di configurabilità del reato
- La quantità di stupefacente è un elemento rilevante ma non necessariamente decisivo: va sempre valutata insieme ad altre circostanze (modalità di detenzione, luogo, comportamento dell'interessato, prove accessorie)
- Dichiarazioni ambigue, contraddittorie, false o reticenti rese dall'indagato possono aggravare la valutazione e concorrere a configurare colpa grave se tali dichiarazioni si collegano in modo sinergico all'intervento dell'autorità
- Condotte che, pur non integrando di per sé reato, rendono altamente probabile l'esistenza di un'attività illecita (es. trasporto e sbarco di ingente quantitativo di droga, comportamento che espone la sostanza) possono ostare al riconoscimento dell'indennizzo
- Gli accertamenti di fatto della Corte d'appello sono in linea di principio insindacabili in Cassazione se la motivazione è congrua, coerente e non manifestamente illogica; per ottenere la cassazione è necessario dimostrare vizi logico-giuridici rilevanti nella motivazione
- Per il richiedente l'indennizzo: è strategico fornire elementi concreti e non ambigui che escludano il collegamento tra la propria condotta e la causa dell'intervento autoritativo; memorie generiche o prive di deduzioni specifiche possono essere inefficaci e anche penalizzare sulle spese
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