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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26910/2022 del 12/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verbania chiedendone l'annullamento per nullità assoluta, sostenendo che il provvedimento era stato emesso e depositato da un magistrato collocato a riposo (in pensione), con conseguente carenza della capacità del giudice.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha constatato che, pur essendo l'udienza camerale tenuta il 17/11/2021 quando il magistrato non era ancora in pensione, il provvedimento è stato sottoscritto e depositato il 7/2/2022 dopo il collocamento a riposo intervenuto il 3/1/2022, senza che risultasse la formale adozione della decisione prima della cessazione dal servizio. Ne è conseguita la nullità assoluta del provvedimento per incapacità del giudice. La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Verbania per l'ulteriore corso.

Norme richiamate

  • art. 178, comma 1, lett. a) c.p.p.

    Il vizio relativo alla capacità del giudice costituisce nullità assoluta e insanabile quando il provvedimento sia stato emanato da un magistrato privo della competenza per collocamento a riposo.

  • art. 179 c.p.p.

    Conferma che l'incapacità del giudice determina la nullità del provvedimento; la Corte si è richiamata a questa norma per qualificare la nullità come assoluta.

  • art. 409, comma 4, c.p.p.

    Norma procedurale che disciplina l'udienza camerale in cui è stata adottata la decisione oggetto di discussione; rilevanza temporale della data dell'udienza rispetto al collocamento a riposo del magistrato.

  • richiamo a Sez. 6, n. 1793 del 02/06/1993 (De Tommasi)

    La Corte ha richiamato e distinto il principio della sentenza-decisione rispetto alla sentenza-documento espresso in quella sentenza, ma ha escluso la sua applicabilità nel caso di specie perché non risultava provata la formale adozione della decisione prima del collocamento a riposo del giudice.

  • art. 472 c.p.p. (menzione storica della disciplina del 1930)

    Citato in riferimento alla distinzione dottrinale e giurisprudenziale tra momento decisionale (lettura del dispositivo) e successivo deposito/redazione della motivazione; la Corte ha comunque affermato che, per la capacità del giudice, conta il momento della decisione effettiva.

Massime di principio

  • Per valutare la validità di un provvedimento giudiziario occorre accertare la capacità del giudice al momento in cui è stata formalmente adottata la decisione (la "sentenza-decisione" o l'atto decisorio), non solo alla data di deposito o sottoscrizione.
  • Se il giudice si colloca a riposo prima della formale adozione della decisione e il provvedimento viene comunque sottoscritto/depositato dopo il collocamento a riposo, ne deriva una nullità assoluta e insanabile per incapacità del giudice.
  • La mera celebrazione dell'udienza in cui si è verbalmente pronunciata una decisione non è sufficiente, se non è possibile dimostrare che la decisione sia stata formalmente adottata prima della cessazione dal servizio del magistrato.
  • Per evitare il rischio di nullità, quando sussiste il rischio di collocamento a riposo del giudice, è opportuno far risultare chiaramente negli atti la data e la modalità di formale adozione della decisione in udienza, o predisporre che un altro giudice interveniente rediga e sottoscriva il provvedimento.
  • In caso di nullità per incapacità del giudice la strada pratica è l'annullamento del provvedimento e la trasmissione degli atti all'organo competente per il prosieguo del procedimento.

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