Sentenza del 29/01/2020 n. 1954 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di un atto di contestazione (n. 2710 notificato il 31/05/2010) per il pagamento di diritti doganali, IVA e sanzioni relativi all'introduzione in Italia di un orologio marca "C." acquistato nel periodo 2003-2004 presso il negozio "Gt." di Livigno e non sdoganato; il ricorrente deduceva che l'orologio era stato invece acquistato a Sondrio e denunciava carenza di prove e illegittimità delle verifiche effettuate presso terzi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la valutazione della CTR che aveva configurato l'ipotesi di contrabbando per mancanza del pagamento di diritti doganali e IVA e che non risultava provato l'acquisto a Sondrio. Ha altresì confermato la legittimità della notifica del 31/05/2010 come tempestiva rispetto al termine triennale di prescrizione computato a partire dall'accertamento del 24/07/2007 (art. 43 T.U.L.D. e art. 84 T.U.L.D.). La Cassazione ha inoltre respinto le censure sulla carenza motivazionale e sul presunto difetto di utilizzabilità delle verifiche eseguite presso terzi, ritenendo che le risultanze amministrative e documentali potessero costituire quadro indiziario sufficiente. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e del contributo unificato.
Norme richiamate
T.U.L.D. (D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43), art. 84
comma 2, lett. d) "dalla data in cui i diritti sono divenuti esigibili"
Stabilisce i termini di prescrizione applicabili alle pretese doganali; la Corte ha ritenuto applicabile il termine triennale ratione temporis e ha considerato tempestiva la notifica avvenuta entro tale termine.
T.U.L.D., art. 43
Dispone che l'obbligazione tributaria per merce introdotta indebitamente sorge al momento del fatto o, se non possibile identificarlo, quando il fatto è stato accertato; la Corte ha usato tale norma per ancorare l'inizio del termine prescrizionale alla data di accertamento (24/07/2007).
Codice doganale comunitario
art. 221 (richiamato nel ricorso)
Riferimento alla normativa comunitaria sulla prescrizione in materia doganale; la Corte ha però confermato l'applicazione del T.U.L.D. e del relativo termine triennale così come operante ratione temporis.
D.P.R. n. 633 del 1972
Norme IVA richiamate in relazione alla pretesa dell'Amministrazione per l'IVA dovuta sull'introduzione dell'orologio; la sentenza conferma l'esistenza dell'obbligo fiscale in assenza di prova del pagamento.
Art. 2729 c.c. e art. 192 c.p.p.
Norme richiamate dal ricorrente in tema di requisiti della prova e delle risultanze documentali; la Corte ha ritenuto che le risultanze amministrative e la documentazione potessero formare adeguato quadro indiziario, senza configurare violazione dei presidi probatori invocati.
Art. 282 T.U.L.D.
comma 1 (richiamato nel ricorso)
Norma sanzionatoria in materia doganale citata come violata; la Corte ha confermato la contestazione di violazioni doganali salvo prova contraria non fornita dal ricorrente.
R.D. n. 1611 del 1933, art. 43 e art. 144 c.p.c., e giurisprudenza (Sez. U. n. 3116/2006)
citazioni giurisprudenziali nel provvedimento
Riguarda la legittimazione e la modalità di notifica nelle controversie tributarie vs. l'Amministrazione; la Corte ha ritenuto che per il ricorso in cassazione la notifica all'ufficio periferico dell'Agenzia sia ammissibile e non invalida il ricorso.
D.P.R. 30 maggio 2012, n. 115, art. 13
comma 1-quater e comma 1-bis (richiamati nella liquidazione)
Norma sul contributo unificato; la Corte dà atto degli adempimenti e della possibile integrazione del contributo a carico del ricorrente.
Art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5
richiamato nella decisione
Criterio di impugnazione per motivi di vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto la motivazione della CTR adeguata alla luce della nuova formulazione della norma, escludendo il vizio denunciato.
Massime di principio
- In materia doganale la obbligazione tributaria può considerarsi sorta al momento del fatto o, se questo non è determinabile, dalla data dell'accertamento: la prescrizione decorre da tale momento.
- Le risultanze di accertamenti amministrativi e le verifiche svolte presso terzi possono costituire quadro indiziario valido a fondare la pretesa erariale, purché valutate complessivamente e adeguatamente motivate dal giudice.
- Un documento posteriore (es. assegno emesso in data successiva) non prova automaticamente un fatto anteriore: è necessario un nesso temporale e causale diretto per ritenere integrata la circostanza dedotta dal contribuente.
- La notifica dell'atto all'ufficio periferico dell'Agenzia può essere sufficiente ai fini della validità dell'impugnazione e del decorso dei termini, compatibilmente con la giurisprudenza di legittimità che ammette la capacità processuale degli uffici periferici.
- In Cassazione non è consentito un libero riesame delle prove: le censure vanno fondate su errori di diritto o vizi specifici di motivazione e non su una diversa valutazione sommaria del materiale probatorio.
- Se l'amministrazione accerta il mancato sdoganamento e il contribuente non produce prove specifiche e congruenti a confutazione, il giudice può legittimamente ritenere integrata la violazione e rigettare il ricorso.
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