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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29810/2022 del 26/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore ha chiesto la restituzione nel termine ex art. 175 c.p.p. (comma 1, 2-bis e 8) per poter proporre impugnazione contro sentenza di condanna emessa in contumacia; si è sostenuto che la dichiarazione di latitanza (art. 159 c.p.p.) era illegittima perché non preceduta da efficaci ricerche (rilevata la registrazione AIRE del ricorrente dal 26/6/1999), che il decreto di latitanza non era stato notificato al difensore e quindi l'imputato non aveva mai avuto effettiva conoscenza del procedimento; inoltre, si è dedotto che il termine di 30 giorni per chiedere la restituzione decorreva dalla consegna (14/5/2021) e che la richiesta era quindi tempestiva; in alternativa si prospettava che la nullità della dichiarazione di latitanza avrebbe dovuto far regredire il procedimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha osservato che la Corte territoriale ha errato nel richiamare la rescissione del giudicato (istituto non applicabile al rito contumaciale), ma aveva comunque esaminato la domanda quale istanza di restituzione nel termine. Ha affermato che l'art. 175 prevede la restituzione per riattivare termini di impugnazione (con decorrenza, nel testo applicabile, dalla consegna per i casi di estradizione) e non consente la regressione dell'intero procedimento; le nullità alleged (dichiarazione di latitanza e mancata citazione) sono, inoltre, in gran parte sanate dal giudicato. La Corte ha ritenuto il petitum formulato nell'incidente di esecuzione extra ordinem e palesemente inammissibile rispetto all'effetto auspicato (regressione del procedimento) e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende per profili di colpa nella presentazione del ricorso. La Corte ha anche valutato gli elementi probatori relativi all'AIRE e alle ricerche della polizia giudiziaria, ritenendo plausibile che l'emigrazione non fosse conoscibile al momento delle vane ricerche.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen.

    1. Il pubblico ministero, le parti private e i difensori sono restituiti nel termine stabilito a pena di decadenza, se provano di non averlo potuto osservare per caso fortuito o per forza maggiore. ... 2. Se è stata pronunciata sentenza contumaciale o decreto di condanna, l'imputato è restituito, a sua richiesta, nel termine per proporre impugnazione od opposizione, salvo che lo stesso abbia avuto effettiva conoscenza del procedimento o del provvedimento e abbia volontariamente rinunciato a comparire ovvero a proporre impugnazione od opposizione. ... 2-bis. La richiesta indicata al comma 2 è presentata, a pena di decadenza, nel termine di trenta giorni da quello in cui l'imputato ha avuto effettiva conoscenza del provvedimento. In caso di estradizione dall'estero, il termine per la presentazione della richiesta decorre dalla consegna del condannato. ... 8. Se la restituzione nel termine è concessa a norma del comma 2, non si tiene conto, ai fini della prescrizione del reato, del tempo intercorso tra la notificazione della sentenza contumaciale o del decreto di condanna e la notificazione alla parte dell'avviso di deposito dell'ordinanza che concede la restituzione.

    La norma consente di riattivare i termini per impugnare sentenze contumaciali quando il condannato non ha avuto effettiva conoscenza; il termine per proporre l'istanza decorre, per il testo rilevante, dalla consegna in caso di estradizione e la misura è volta a ripristinare la possibilità di impugnazione, non a far regredire l'intero procedimento.

  • art. 159 cod. proc. pen.

    Regola i presupposti per la dichiarazione di latitanza; la Corte ha valutato che la dichiarazione fosse basata su vane ricerche documentate e non automaticamente viziata dall'iscrizione AIRE.

  • art. 295 cod. proc. pen.

    Norma relativa alle formalità di citazione e notificazione; dedotta dal ricorrente per sostenere carenze nelle ricerche e nella validità degli atti di citazione.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Riguarda le nullità assolute; la Corte ha richiamato il principio per cui le nullità assolute emerse nel giudizio di cognizione possono essere sanate dal giudicato.

  • legge n. 67/2014

    Ha modificato il testo dell'art. 175 c.p.p.; la sentenza fa riferimento al testo previgente per ricostruire la disciplina applicabile al caso.

Massime di principio

  • La restituzione nel termine ex art. 175 c.p.p. serve a riattivare termini di impugnazione non esercitati per causa fortuita o forza maggiore: non è lo strumento per ottenere la regressione dell'intero procedimento giudiziario.
  • Se la sentenza di condanna è definitiva (giudicato), molte nullità emerse nel giudizio di merito sono suscettibili di essere ritenute sanate dal giudicato; la contestazione tardiva di nullità fondamentali può essere inefficace se non proposta nei modi e nei tempi processuali adeguati.
  • Nel caso di condanna contumaciale il termine per chiedere la restituzione nel termine decorre, secondo le previsioni applicabili, dalla data in cui l'imputato ha avuto effettiva conoscenza o, se rilevante, dalla consegna in caso di estradizione; valutare attentamente quale sia l'autorità competente a decidere l'istanza (il giudice competente per l'impugnazione).
  • La dichiarazione di latitanza richiede concrete ricerche: tuttavia, l'iscrizione all'AIRE o la dimora all'estero non impediscono automaticamente la proclamazione di latitanza se, all'epoca delle ricerche, non vi erano elementi idonei a provare la presenza all'estero.
  • Un petitum formulato 'extra ordinem' o che pretende effetti incompatibili con l'istituto invocato espone a rischi di inammissibilità: è essenziale qualificare correttamente la richiesta e chiedere il rimedio processuale appropriato (es. restituzione per impugnazione vs. ricorso per cassazione).
  • La presenza di elementi quali elezione di domicilio o comportamento dell'imputato possono essere valutati dal giudice per inferire l'effettiva conoscenza o la volontà di sottrarsi; tali elementi vanno comprovati e contestati tempestivamente.

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