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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8366/2024 del 27/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la condanna riconosciuta in appello per omicidio colposo (art. 589 c.p.) e lesioni colpose (art. 590 c.p.) in relazione alle norme del codice della strada (art. 154 e 145 d.lgs. 285/1992). La ricorrente deduceva cinque motivi: 1) violazione e falsa applicazione della legge penale per presunta inversione dell'onere della prova e violazione del principio di presunzione di innocenza; 2) omissione di valutazione della memoria difensiva depositata il 21/06/2022; 3) mancata assunzione di prove decisive (audizione della persona offesa Tovini Agnese e perizia medico-legale sulle conseguenze del rispetto dei limiti di velocità); 4) contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione e ricostruzione dei fatti; 5) omessa motivazione in ordine alla determinazione della durata della sospensione della patente come sanzione amministrativa accessoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi relativi alla ricostruzione dei fatti, alle richieste istruttorie e all'inversione dell'onere della prova (motivi 1, 3 e 4), ritenendoli, in sostanza, richieste di rivalutazione del materiale probatorio non consentita in sede di legittimità. Ha invece accolto i motivi 2 e 5: ha ritenuto che la Corte d'Appello non ha considerato nella motivazione la memoria difensiva depositata, memoria contenente argomentazioni potenzialmente decisive (ad es. questione di correlazione imputazione-sentenza relativa all'art. 154, comma 3, lett. b) cod. strada), e inoltre non ha motivato la determinazione della durata della sospensione della patente ai sensi dell'art. 218, comma 2, cod. strada. Per questi profili la sentenza impugnata è stata annullata e rinviata ad altra sezione della Corte d'Appello di Brescia; per il resto il ricorso è stato rigettato e la condanna confermata.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    Norma che disciplina l'omicidio colposo; è stata richiamata quale titolo di reato contestato alla ricorrente per il decesso causato dal sinistro stradale

  • art. 590 cod. pen.

    Norma che disciplina le lesioni personali colpose; richiamata per le lesioni riportate dalla passeggera Tovini Agnese

  • art. 154, comma 1 e comma 3 lett. b) d.lgs. 285/1992 (Codice della strada)

    Richiamato per collegare la violazione delle norme sulla circolazione alla responsabilità penale del conducente che ha effettuato la svolta senza accertarsi dell'assenza di veicoli in transito; la Corte d'Appello ha applicato tale norma nella ricostruzione dell'incidente

  • art. 145 d.lgs. 285/1992

    Norma richiamata in relazione alla circolazione stradale e alla dinamica del sinistro; citata nell'imputazione complessiva

  • art. 222 cod. strada

    Prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente; la Corte d'Appello l'ha applicata ma senza motivare la durata, vizio rilevato dalla Cassazione

  • art. 218, comma 2 cod. strada

    Stabilisce i criteri (entità del danno, gravità della violazione, pericolo di ulteriore circolazione) per la commisurazione della durata della sospensione della patente; la Corte deve motivare la misura in base a questi parametri

  • art. 121 cod. proc. pen.

    Prevede la facoltà di depositare memorie; la Cassazione ha ricordato che il deposito non determina nullità automatica se non valutato dal giudice, salvo che si dimostri la rilevanza decisiva della memoria

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Norma sul rinnovo dell'istruttoria in appello; la Corte d'Appello ha proceduto a rinnovazione istruttoria con nuovi esami tecnici e testimoniali

  • art. 133 cod. proc. pen.

    Richiamato in negativo: criteri di determinazione della pena non applicabili alla determinazione autonoma della sanzione amministrativa accessoria, la quale segue criteri diversi (art. 218 cod. strada)

Massime di principio

  • La valutazione della dinamica di un sinistro stradale è principalmente compito del giudice di merito e la Cassazione non ristabilirà la ricostruzione dei fatti se la motivazione di merito è logica e coerente; le rivalutazioni probatorie sono escluse in sede di legittimità salvo vizi macroscopici.
  • L'omessa considerazione di una memoria difensiva depositata non determina automaticamente nullità, ma può costituire vizio di motivazione se la parte dimostra che quella memoria conteneva argomenti concretamente idonei a scardinare la decisione e se tale omissione è rimasta senza confronto nella motivazione.
  • Quando il giudice applica una sanzione amministrativa accessoria (es. sospensione della patente) deve motivare la durata richiamando i criteri dell'art. 218, comma 2, cod. strada (entità del danno, gravità della violazione, pericolo di ulteriore circolazione); la mancanza di tale motivazione è motivo di annullamento e rinvio.
  • Le richieste istruttorie formulate dalla difesa (audizioni, perizie) possono essere ritenute irrilevanti dal giudice di merito se adeguatamente motivate; in cassazione tali omissioni sono sindacabili solo se è dimostrabile che l'esclusione delle prove abbia inciso decisivamente sulla decisione.
  • Le censure generiche circa la presunta inversione dell'onere della prova o il mancato rispetto del principio di innocenza devono essere specificamente fondate: la Cassazione respinge affermazioni meramente assertive quando la motivazione di merito appare congrua.
  • La Corte di legittimità tende a limitare gli annullamenti alle sole questioni formalmente o motivazionalmente carenti, rimandando l'esame di merito alla corte territoriale, senza riesaminare integralmente il materiale probatorio.

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