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Ordinanza

Ordinanza n. 1975/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202603478

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sez. I, di reiezione della domanda cautelare proposta contro la valutazione dell'amministrazione circa l'insussistenza dei requisiti per la stipula del contratto d'impiego

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha impugnato l'ordinanza cautelare del TAR Lazio che aveva respinto la domanda cautelare. Dalla motivazione emerge che la controversia riguarda la valutazione amministrativa dell'ostatività di un precedente penale rispetto alla stipula del contratto d'impiego nell'ambito di una procedura concorsuale. L'appellante contestava, secondo quanto ricavabile dalla decisione, l'insussistenza dei requisiti ritenuta dall'amministrazione, la valutazione di incompatibilità del precedente penale con lo specifico impiego e la lesione di un affidamento maturato nel corso della procedura fino alla verifica dei requisiti.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare. In sede di cognizione sommaria ha ritenuto che il gravame non presentasse apprezzabili elementi di fondatezza, non ravvisando profili di manifesta illogicità o irragionevolezza nella valutazione dell'amministrazione circa l'insussistenza dei requisiti per la stipula del contratto d'impiego. Il precedente penale è stato ritenuto ostativo dall'amministrazione e, secondo il Collegio, il titolo di reato legittima pienamente, già nella sua dimensione storica e indipendentemente dalle vicende del reato e dall'applicazione della pena, la valutazione di incompatibilità con lo specifico impiego. Il giudice ha inoltre ritenuto infondata la pretesa relativa all'affidamento maturato sino al momento della verifica dei requisiti. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico dell'appellante e liquidate in euro 1.500, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare davanti al Consiglio di Stato, proposto nel caso deciso contro l'ordinanza cautelare del TAR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento della tutela dei dati identificativi dell'appellante mediante oscuramento delle generalità.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, l'appello non può essere accolto quando la valutazione amministrativa sull'insussistenza dei requisiti per la stipula di un contratto d'impiego non presenti profili manifesti di illogicità o irragionevolezza.
  • Un precedente penale può legittimare la valutazione di incompatibilità con lo specifico impiego già in ragione del titolo di reato considerato nella sua dimensione storica, indipendentemente dalle successive vicende del reato e dall'applicazione della pena, quando ciò sia coerente con i parametri normativi che regolano il potere amministrativo.
  • La verifica dei requisiti per la stipula del contratto d'impiego può essere effettuata nel momento previsto dalla disciplina della procedura; fino a tale verifica, il candidato non può invocare un affidamento tutelabile alla stipula se il requisito ostativo emerge in quella fase.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciRapporto di impiego non privatizzatoTutela cautelare
RamiForze armate e forze di poliziaPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieRequisiti di ammissione ed esclusione dal concorso
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaLegittimo affidamentoTutela cautelare

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