Cassazione Penale, Ordinanza n. 13051/2025 del 03/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte dichiara inammissibile il ricorso per tardività, rilevando che il deposito dell'impugnazione è avvenuto oltre il termine di legge. Conseguentemente condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non potendosi escludere profili di colpa nella proposizione del ricorso.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso per cassazione è proposto da un imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari del 24/05/2024. Dal testo emerge che l'unica questione trattata riguarda la tempestività dell'impugnazione: la sentenza impugnata risulta depositata tempestivamente il 20/06/2024, con termine di impugnazione scadente il 07/10/2024, ma il ricorso sarebbe stato depositato solo il 16/10/2024, quindi oltre il termine. Non risultano dal testo i fatti storici del procedimento né il reato contestato nel merito.
Norme richiamate
art. 591 c.p.p.
il ricorso proposto oltre il termine di impugnazione è inammissibile
art. 616 c.p.p.
in caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende quando non siano esclusi profili di colpa
Massime di principio
- L'impugnazione proposta oltre il termine per ricorrere è inammissibile, con conseguente definizione del giudizio senza esame del merito.
- La verifica della tempestività va compiuta avendo riguardo alla data di scadenza del termine di impugnazione e alla data effettiva di deposito dell'atto.
- Quando l'inammissibilità del ricorso non escluda profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione, il ricorrente può essere condannato al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
Come è indicizzato
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