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Sentenza

Sentenza n. 169/2026 - Napoli, Sezione 7

PER L’ESECUZIONE della sentenza n. 2078/2024 resa il 23/04/2024 dal Tribunale di Napoli - Sez. Lavoro – Dott. Giovanni Andrea Rippa, all’esito del giudizio recante R.G. 8088/2023, non impugnata e passata in giudicato

Giustizia amministrativa202502371

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro, che aveva ordinato l'attribuzione della Carta elettronica docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023 e il pagamento della retribuzione professionale docenti per l'anno scolastico 2020/2021

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione di una sentenza del Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro, non impugnata e passata in giudicato. Il titolo disponeva l'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo, mediante emissione di buoni elettronici del valore di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, utilizzabili secondo le modalità del DPCM 28 novembre 2016, oltre agli interessi, nonché il pagamento di 267,72 euro a titolo di retribuzione professionale docenti per l'anno scolastico 2020/2021, oltre agli interessi legali. La sentenza esecutiva era stata notificata al Ministero il 23 aprile 2024; il passaggio in giudicato era stato certificato l'11 dicembre 2024. Nonostante il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997, l'Amministrazione non aveva dato esecuzione al giudicato. Il Ministero si è costituito con mero atto di stile e non ha dedotto valide ragioni ostative. La ricorrente ha inoltre chiesto la nomina di un commissario ad acta e la fissazione di una penalità di mora.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistenti i presupposti dell'ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a.: esistenza di un titolo giudiziale passato in giudicato, notificato in forma esecutiva, e inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996. Ha ordinato al Ministero di dare puntuale e integrale esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione, se anteriore, corrispondendo alla ricorrente quanto dovuto, compresi i buoni elettronici e le somme indicate nel titolo, con i relativi interessi. Per il caso di ulteriore inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il dirigente della DGOSV del Ministero, con facoltà di delega, attribuendogli ulteriori 60 giorni dalla richiesta della ricorrente per compiere tutti gli atti necessari, comprese eventuali modifiche di bilancio. Ha fissato in 500 euro, comprensivi di ogni onere e spesa, il compenso del commissario, a carico del Ministero. Ha inoltre applicato una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., parametrata all'interesse legale sulla somma dovuta. Il giudice ha precisato che l'astreinte, avendo funzione sollecitatoria e non risarcitoria, decorre dalla comunicazione o notificazione della sentenza di ottemperanza e cessa con l'insediamento del commissario ad acta o con l'integrale soddisfacimento, se anteriore. Le spese del giudizio, liquidate in 700 euro oltre accessori e contributo unificato se versato, sono state poste a carico del Ministero, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente al giudice di ordinare l'esecuzione del giudicato, nominare un commissario ad acta e fissare una penalità di mora in caso di ulteriore inottemperanza.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    Prevede il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo prima di poter procedere all'esecuzione nei confronti delle amministrazioni dello Stato; il suo inutile decorso integra, nel caso concreto, un presupposto dell'azione di ottemperanza.

  • DPCM 28 novembre 2016

    Individua le modalità e le condizioni di utilizzo dei buoni elettronici della Carta per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, alle quali il titolo giudiziale ordina di conformare l'attribuzione.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile nei confronti di un'amministrazione inadempiente quando il titolo giudiziale azionato è passato in giudicato, è stato notificato in forma esecutiva ed è inutilmente decorso il termine dilatorio previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996.
  • Accertata l'inottemperanza, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di eseguire puntualmente e integralmente il dispositivo del titolo entro un termine prefissato e può nominare sin d'ora un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
  • La penalità di mora prevista dall'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. ha funzione sollecitatoria e non risarcitoria; in assenza di valide ragioni ostative può essere parametrata all'interesse legale sulla somma dovuta.
  • L'astreinte decorre dalla comunicazione o notificazione della sentenza di ottemperanza, non da una data anteriore, e cessa con l'insediamento del commissario ad acta o con l'adempimento dell'obbligazione, se anteriore.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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