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Sentenza

Sentenza n. 1105/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento - dell'ordinanza n.46 del 21 maggio 2021 del Capo del V - Settore Edilizia ed Urbanistica - Servizio Tecnico Edilizia Privata del Comune di Bertinoro, ad oggetto “Ordinanza di demolizione, rimozione e rimessa in pristino dei luoghi per abusi edilizi (…)”; - nonché di ogni altro atto antecedente, presupposto, preordinato, conseguente o comunque connesso con l'Ordinanza di demolizione, rimozione e rimessa in pristino, impugnata, ancorché non noto; e per la declaratoria del diritto alla conservazione delle opere realizzate in contestazione di cui sopra, delle quali è stata illegittimamente ordinata la demolizione ed il ripristino; nonché per la condanna del Comune di Bertinoro (FC), in persona del Sindaco pro tempore, o chi per esso, al risarcimento del danno ingiusto, nelle forme della reintegrazione in forma specifica o del ristoro economico, arrecato dall'atto impugnato e dall'eventuale demolizione e ripristino delle opere in contestazione, da liquidarsi anche in via equitativa o a seguito di perizia da disporsi in corso di causa.

Giustizia amministrativa202100598

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione, rimozione e rimessa in pristino per abusi edilizi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione, rimozione e rimessa in pristino di opere edilizie, chiedendone l'annullamento, la declaratoria del diritto alla conservazione delle opere e il risarcimento dei danni derivanti dall'atto e dall'eventuale demolizione. In pendenza del giudizio, la società ha dichiarato di aver ottenuto la sanatoria delle opere già realizzate e un titolo edilizio per il completamento degli interventi, deducendo il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione e chiedendo la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., rilevando che la sanatoria delle opere e il rilascio del titolo edilizio per il loro completamento hanno fatto venir meno l'interesse della ricorrente alla decisione sull'impugnazione dell'ordinanza di demolizione. La decisione è stata assunta in applicazione del principio dispositivo, anche in considerazione della dichiarazione espressa della parte ricorrente. Le spese di lite sono state compensate, non essendovi opposizione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    per sopravvenuto difetto di interesse

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, per sopravvenienze intervenute nel corso del giudizio, viene meno l'interesse alla decisione; nel caso concreto, la sanatoria delle opere e il rilascio del titolo edilizio per il completamento hanno determinato tale sopravvenienza.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio contro un'ordinanza di demolizione, le opere contestate vengono sanate e viene rilasciato un titolo edilizio per il completamento degli interventi, viene meno l'interesse attuale alla decisione sull'impugnazione, con conseguente improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuto difetto di interesse, adeguatamente giustificata da sopravvenienze idonee a rimuovere l'utilità concreta della pronuncia, consente al giudice amministrativo di dichiarare l'improcedibilità del ricorso in applicazione del principio dispositivo.
  • In caso di sopravvenuta carenza di interesse non dipendente da una soccombenza sostanziale accertata nel merito, le spese di lite possono essere compensate, soprattutto quando la parte resistente non si opponga.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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