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Ordinanza

Ordinanza n. 49/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza) n. 583/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202509710

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Veneto che aveva respinto la domanda cautelare e, in primo grado, decreto della Questura di Treviso lesivo della posizione del cittadino straniero

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il cittadino extracomunitario ha proposto appello cautelare contro l'ordinanza del TAR Veneto che aveva respinto la domanda cautelare proposta avverso un decreto della Questura di Treviso. Il Consiglio di Stato, allo stato degli atti e a un primo esame, ha valutato la sussistenza del fumus boni iuris, ritenendolo mancante. In particolare, il decreto impugnato risultava assistito da un adeguato bilanciamento motivazionale: la Questura aveva motivatamente fatto prevalere gli elementi indicativi della pericolosità sociale del ricorrente sulle contrapposte esigenze individuali, in considerazione delle correlate esigenze di tutela dell'ordine pubblico.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare, confermando quindi la reiezione della domanda cautelare disposta dal TAR Veneto. La misura cautelare è stata negata perché, a un primo esame, non risultava integrato il fumus boni iuris: il provvedimento questorile appariva adeguatamente motivato e fondato su una ponderazione degli interessi che attribuiva prevalenza agli elementi di pericolosità sociale e alle esigenze di ordine pubblico. Nulla sulle spese, poiché le amministrazioni appellate non si erano costituite in giudizio.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare dinanzi al Consiglio di Stato, attraverso il quale è stata impugnata l'ordinanza cautelare del TAR Veneto.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base per disporre l'oscuramento delle generalità del cittadino extracomunitario a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l'appello deve essere respinto quando, a un primo esame, il provvedimento amministrativo impugnato appare adeguatamente motivato e non emerge il necessario fumus boni iuris.
  • La valutazione cautelare può ritenere prevalenti gli elementi indicativi della pericolosità sociale del soggetto e le esigenze di tutela dell'ordine pubblico quando l'amministrazione abbia effettuato un motivato bilanciamento con gli interessi individuali coinvolti.
  • Il diniego della tutela cautelare è giustificato dall'assenza del fumus boni iuris, anche senza una distinta motivazione sul periculum in mora, quando il difetto del primo requisito è ritenuto assorbente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoDifetto di motivazione

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