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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3054/2024 del 24/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato era stato condannato dal Giudice di pace di Mantova a una multa di euro 10.000 per il reato previsto dall'art. 14, comma 5-ter, d.lgs. n. 286/1998 (mancata ottemperanza all'ordine di espulsione del Questore). Con ricorso per cassazione, assistito da difensore, lamenta un unico motivo basato sulla violazione di legge e sulla apparente motivazione della sentenza, richiamando l'art. 606, comma 1, lett. c) ed e) c.p.p. e l'art. 546, comma 1, lett. e) c.p.p.: sostiene che la motivazione del giudice di pace è meramente descrittiva (elencazione delle fonti di prova) e non contiene una valutazione critica e argomentata degli elementi probatori.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendo insufficiente la motivazione resa dal Giudice di pace: la sentenza si limita ad indicare le "prove" (deposizioni dei verbalizzanti) e ad affermare la colpevolezza in termini conclusivi senza argomentazione critica sul valore e la valutazione degli elementi probatori. Si è richiamato l'orientamento giurisprudenziale sulla "motivazione apparente". Conseguentemente la Corte ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio al Giudice di pace di Mantova in diversa persona fisica.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 286 del 1998, art. 14, comma 5-ter

    Norma del testo unico sull'immigrazione che sanziona la mancata ottemperanza all'ordine di espulsione; è la fattispecie penale per cui l'imputato è stato condannato in primo grado.

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. c) ed e)

    Prevede i motivi di ricorso per Cassazione utilizzati dal ricorrente: c) errore di diritto o di motivo; e) vizio della motivazione riguardo al fatto o alla prova. Sono il fondamento formale della censura sulla motivazione apparente.

  • codice di procedura penale, art. 546, comma 1, lett. e)

    Norma richiamata in relazione ai requisiti della motivazione della sentenza; la Corte ha ritenuto che il mancato svolgimento di una valutazione critica degli elementi probatori integri il vizio denunciato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 3, n. 49168 del 13/10/2015 (Santucci)

    «in tema di vizio della motivazione della sentenza, è ravvisabile una motivazione apparente allorchè il provvedimento si limiti ad indicare le fonti di prova della colpevolezza dell'imputato, senza contenere la valutazione critica ed argomentata compiuta dal giudice in merito agli elementi probatori acquisiti al processo»

    Principio applicato: la motivazione è apparente quando manca la spiegazione di come il giudice abbia valutato e ritenuto determinanti gli elementi di prova; in tali casi la Cassazione annulla e rinvia.

Massime di principio

  • La motivazione della sentenza penale deve contenere una valutazione critica e argomentata degli elementi probatori: non è sufficiente elencare le fonti di prova e trarre conclusioni generiche.
  • Se la motivazione è meramente apparente (assenza di ragionamento sul valore delle prove), la Corte di Cassazione può annullare la decisione e disporre il rinvio per nuovo giudizio.
  • In casi di reati con base amministrativa (es. mancata ottemperanza all'espulsione), anche quando le prove sembrano concordanti, il giudice deve spiegare il percorso logico che porta alla convincimento oltre la semplice affermazione di concordanza.
  • Per il ricorrente conviene impugnare per vizio di motivazione usando gli artt. 606 c.p.p. e richiamando orientamenti giurisprudenziali consolidati sulla motivazione apparente.
  • Per l'accusa e per il giudice di merito è prudente esplicitare la valutazione delle dichiarazioni, le ragioni della scelta tra versioni diverse e il contributo probatorio di ciascun elemento per resistere a censure di apparenza della motivazione.
  • L'annullamento con rinvio spesso comporta nuovo giudizio davanti a diversa persona fisica, il che aumenta la probabilità di revisione della valutazione probatoria.

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