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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3020/2024 del 24/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I tre ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d\'appello di Napoli del 07/11/2022 (che aveva riformato la decisione del GIP del 03/03/2021 resa nel rito abbreviato). De Pasquale deduce violazione dell\'art. 132 cod. pen. e mancata motivazione circa il mancato riconoscimento del minimo edittale; Bastone lamenta (i) che in sede di rideterminazione della pena la Corte avrebbe fatto riferimento ad un reato (capo C) dal quale era stato assolto e (ii) la mancata motivazione sulla determinazione della pena base, ritenuta molto superiore al minimo edittale; Stanzione lamenta la mancanza di motivazione in ordine alla esclusione della recidiva, richiesta in appello.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi inammissibili. In sintesi: per De Pasquale la Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione della rideterminazione della pena (la Corte territoriale aveva applicato le circostanze attenuanti generiche in regime di equivalenza, riducendo la pena base e la pena finale) e ha escluso che il ricorso fosse fondato. Per Bastone la Suprema Corte ha classificato come mero refuso l\'errata indicazione, in motivazione, del capo C (dal quale Bastone era stato assolto), rilevando che la misura dell\'aumento per continuazione coincide con quella applicata dal primo giudice e che non sussiste pregiudizio; anche le doglianze sulla motivazione della pena base sono state ritenute infondate in quanto la pena è prossima al minimo edittale e la motivazione è adeguata. Per Stanzione il ricorso è manifestamente infondato: la Corte d\'appello ha applicato le attenuanti generiche in regime di equivalenza con la recidiva in ragione della rinuncia a molte censure e della genericità della richiesta di esclusione della recidiva. Conseguentemente la Corte ha respinto i ricorsi, ha disposto l\'onere delle spese a carico dei ricorrenti e liquidato una somma equitativa di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell\'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 291-quater d.P.R. n. 43/1973

    Norma riferita ai reati di contrabbando di tabacchi; la sentenza conferma la qualificazione dei fatti ai sensi di tale disposizione per il capo A

  • art. 291-bis e art. 291-ter d.P.R. n. 43/1973

    Norme richiamate per i reati contestati al capo B (delitti-fine di contrabbando)

  • art. 474 cod. pen.

    Norma relativa ai reati di falsità materiale o altri reati rubricati al capo C (Bastone è stato assolto da questo capo)

  • art. 132 cod. pen.

    Disciplina la determinazione della pena; De Pasquale invocava violazione di questa norma e mancata motivazione circa il mancato utilizzo del minimo edittale; la Corte ha ritenuto che la motivazione fosse adeguata richiamando i criteri dell\'art. 133

  • art. 133 cod. pen.

    Fornisce i criteri per la quantificazione della pena (elementi oggettivi e soggettivi); la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il giudice deve indicare gli elementi ritenuti rilevanti per discostarsi dal minimo edittale

  • art. 81 cod. pen., comma 4

    Regola l\'aumento della pena in caso di reato continuato; la Corte ha considerato conforme l\'aumento applicato (un terzo della pena-base) anche in presenza di recidiva equivalgente alle attenuanti

  • art. 99 cod. pen.

    Rilevante in tema di recidiva; la pronuncia richiama l\'applicazione della recidiva infraquinquennale e la sua valutazione in regime di equivalenza con attenuanti

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Attribuisce al giudice dell\'impugnazione il potere officioso di applicare circostanze attenuanti non richieste dalle parti; la Corte ha ritenuto legittimo il richiamo alle attenuanti generiche d\'ufficio

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente di condannare i ricorrenti alle spese e a versare una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile per colpa; la Corte ha imposto €3.000,00 complessivi in via equitativa

Massime di principio

  • Per ottenere l\'annullamento di una decisione sulla quantificazione della pena è necessario dedurre errori specifici: il generico richiamo al minimo edittale senza argomentazione dettagliata è spesso inefficace.
  • Quando il giudice si discosta dal minimo edittale, deve indicare gli elementi di cui all\'art. 133 cod. pen. ritenuti preponderanti; tuttavia, se la pena è prossima o inferiore alla media edittale la motivazione richiesta può essere meno analitica.
  • In caso di reato continuato l\'aumento non può essere inferiore a un terzo della pena per il reato più grave; se l\'aumento applicato corrisponde a tale limite e non vi è errore materiale che pregiudichi la situazione dell\'imputato, la censura è difficilmente accoglibile.
  • Errori materiali o refusi nella motivazione (es. indicazione di un capo dal quale l\'imputato è stato assolto) non comportano invalidità se dalla motivazione complessiva emerge chiaramente che la decisione non ha inciso negativamente sul patrimonio difensivo dell\'imputato.
  • Il principio 'tantum devolutum quantum appellatum' limita la possibilità del giudice d\'appello di riesaminare questioni non dedotte in appello; la rinuncia a taluni motivi o la genericità delle deduzioni in appello restringono la possibilità di ottenere un riesame favorevole.
  • Richiedere l\'esclusione della recidiva in appello richiede deduzioni specifiche e circostanziate; una richiesta generica, priva di elementi di fatto o diritto, è destinata a essere respinta.
  • Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare l\'onere delle spese e il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.; pertanto è opportuno valutare la fondatezza e la specificità dei motivi prima di proporre impugnazioni

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