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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27598/2025 del 28/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per tentato furto aggravato e possesso ingiustificato di grimaldelli. Contestano in primo luogo che sussista la configurabilità del tentativo, sostenendo invece la desistenza volontaria: affermano di non aver posto in essere atti esecutivi idonei a produrre l'evento e di avere abbandonato l'autovettura per scelta autonoma. In secondo luogo censurano la valutazione delle prove e delle dichiarazioni di dibattimento (richiamando artt. 707 c.p. e 192 c.p.p.), lamentando una lettura non univoca delle risultanze probatorie da parte della Corte territoriale.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che gli atti compiuti (forzatura della serratura e del vano portaoggetti, uso di strumenti da scasso rinvenuti in auto) costituiscano atti idonei e di univoca destinazione al furto, quindi configurando il tentativo. Ha escluso la desistenza volontaria perché l'interruzione dell'azione è avvenuta per il sopraggiungere di fattori esterni (arrivo di altre autovetture e intervento di agenti), non per una libera decisione dei ricorrenti. Il secondo motivo è stato ritenuto aspecifico e generico. Per tali ragioni i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (ex art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata a riferimento dei limiti procedurali dei motivi di ricorso in Cassazione; i ricorsi erano formulati nei limiti previsti ma sono stati comunque ritenuti infondati per il merito.

  • art. 707 cod. pen.

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla valutazione delle dichiarazioni; la Corte ha ritenuto che la doglianza fosse generica e non avesse fornito un adeguato confronto critico con la motivazione, non incidendo sulla tenuta probatoria.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato in riferimento alle regole probatorie; la Corte ha ritenuto che le risultanze (strumenti da scasso, danneggiamenti e testimonianze) fossero state valutate coerentemente e sufficienti a sostenere la condanna.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria a carico dei ricorrenti per l'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La desistenza (recesso attivo) estingue il reato solo se è una scelta volontaria dell'agente e si verifica prima della realizzazione di atti idonei e univocamente diretti alla consumazione: se l'interruzione è dovuta a fattori esterni non si configura la desistenza.
  • Il tentativo di furto si integra quando sono posti in essere atti esecutivi idonei, valutati ex ante, con univoca destinazione al compimento dell'illecito (es. forzatura serrature, apertura vano portaoggetti); strumenti atti allo scasso e danneggiamenti concretizzano tali atti.
  • Le testimonianze e la prova indiziaria, se coerenti e corroborate, possono essere sufficienti a fondare la condanna per tentativo; la Corte valuta la capacità causale e la destinazione degli atti compiuti.
  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e confrontare criticamente la motivazione impugnata: censure generiche, astratte o meramente enunciative sono dichiarate inammissibili.
  • L'inammissibilità manifesta del ricorso comporta conseguenze economiche per il ricorrente (spese processuali e somme a favore della Cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.).

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