Cassazione Penale, Sentenza n. 39502/2022 del 19/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione (reato commesso il 25/02/2017; maturato il termine prescrizionale senza fatti sospensivi). Di conseguenza non è stato pronunciato un giudizio di merito sulla fondatezza delle censure difensive relative alla valutazione probatoria.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della conferma di condanna per guida in stato di alterazione psico‑fisica da stupefacenti (art. 187 c.1 e 1‑bis CDS) in relazione alla insufficiente e contraddittoria prova dell'alterazione al momento della guida. La difesa ha contestato la valutazione e il travisamento probatorio delle testimonianze (SANTACROCE, operatore di polizia; SETTE, medico del pronto soccorso; e PRISCO Antonio, fratello), ha denunciato omissioni nella considerazione della documentazione sanitaria e ha sollevato dubbi sulla genuinità e sulla catena di custodia del campione di urine. Ha inoltre dedotto che lo stato rilevato potesse essere conseguenza di astinenza da metadone e non di assunzione recente di stupefacenti.
Norme richiamate
art. 187 Codice della Strada
Norma che disciplina la responsabilità per guida in stato di alterazione da alcol o stupefacenti; dalla sentenza risulta essere la fattispecie contestata all'imputato (c.1 e 1‑bis).
art. 192 Codice di Procedura Penale
Richiamato dalla difesa come presunta violazione procedurale nella fase di giudizio; dal testo non emerge una specifica applicazione pratica oltre alla dedotta violazione.
art. 616 Codice di Procedura Penale
Articolo richiamato dal Procuratore generale nella richiesta di declaratoria di inammissibilità del ricorso; indica le statuizioni conseguenti alla dichiarazione di inammissibilità (procedura ex art. 616).
art. 129 Codice di Procedura Penale
Richiamato in ordine al principio per cui la Corte deve dichiarare una causa di proscioglimento più favorevole (es. prescrizione) nei limiti del controllo consentito sul provvedimento impugnato; la Cassazione ha ricordato i limiti del suo sindacato quando interviene la prescrizione.
Massime di principio
- Se, nel corso del giudizio di legittimità, emerge che il reato è estinto per prescrizione la Corte di Cassazione deve dichiarare l'estinzione e non procede necessariamente ad un esame di merito sulle questioni probatorie; la declaratoria di estinzione preclude un sindacato esteso sulla motivazione salvo vizi deducibili dal provvedimento impugnato.
- Le censure che riguardano la valutazione delle prove (testimonianze, referti medici, catena di custodia di campioni biologici) devono essere formulate con precisione e collegamento logico alle risultanze processuali per poter essere efficacemente valutate in sede di impugnazione.
- Dubbi sulla genuinità o sulla procedura di prelievo e custodia di campioni biologici possono costituire profili decisivi: è importante documentare tempestivamente anomalie (es. fotografie, verbali, dichiarazioni di testimoni) per contestare la attendibilità degli esami tossicologici.
- L'esistenza di condizioni alternative capaci di spiegare uno stato di alterazione (p.es. astinenza da terapia metadone, terapie domiciliari, patologie) deve essere adeguatamente evidenziata e supportata da documentazione sanitaria e da consulenze tecniche per incidere sul giudizio di responsabilità per guida sotto l'effetto di stupefacenti.
- Nel caso di reati con termine prescrizionale già maturato, chi impugna può ottenere l'annullamento per estinzione anche se permangono questioni probatorie non risolte; pertanto è essenziale, in fase difensiva, monitorare i termini prescrizionali e valutare tempestivamente le azioni processuali più idonee.
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