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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34544/2026 del 25/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

L'imputato ha ricorso contro la sentenza del 20 maggio 2025 della Corte di appello di L'Aquila, che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Sulmona per il delitto di cui all'art. 391-ter, comma 3, c.p. Con il primo motivo ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche e per l'eccessivo aumento della pena per la continuazione interna. Con il secondo ha censurato l'omessa decisione sulla richiesta, formulata in appello, di applicazione di una sanzione sostitutiva della pena detentiva.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile per genericità il primo motivo: il diniego delle attenuanti generiche era stato motivato, tra l'altro, con l'assenza di elementi concreti idonei a ridimensionare la pena e con i numerosi precedenti penali dell'imputato; la critica all'aumento per la continuazione interna investiva valutazioni di merito non deducibili in cassazione, e la Corte d'appello aveva già ridotto tale aumento rispetto alla decisione di primo grado. Ha accolto il secondo motivo, rilevando che la sentenza impugnata, pur dando atto dell'istanza, non aveva pronunciato sulla richiesta di sanzione sostitutiva. Ha quindi annullato la sentenza limitatamente a tale richiesta, con rinvio per nuovo giudizio sul punto alla Corte di appello di Perugia. Il testo disponibile si interrompe dopo l'inizio del dispositivo e non riporta eventuali statuizioni ulteriori.

Norme richiamate

  • art. 391-ter, comma 3, c.p.

    Con la sentenza in epigrafe indicata la Corte di appello di L'Aquila ha confermato la condanna del Tribunale di Sulmona nei confronti di Giovanni Stimoli per il delitto di cui all'art. 391-ter comma 3, cod. pen.

    La disposizione identifica il reato per il quale è stata confermata la condanna; la sentenza qui riportata non espone ulteriori interpretazioni del suo contenuto.

  • art. 20-bis c.p.

    Da ciò consegue l'annullamento della sentenza impugnata limitatamente alla richiesta di applicazione di una sanzione sostitutiva ex artt. 20 bis cod. pen. e 545- dbis cod.proc.pen., con rinvio per nuovo giudizio sul punto alla Corte di appello di Perugia.

    La richiesta di applicazione della sanzione sostitutiva deve essere oggetto di pronuncia; la sua omissione comporta l'annullamento limitatamente a tale punto e il rinvio per un nuovo giudizio.

  • art. 545-bis c.p.p.

    Da ciò consegue l'annullamento della sentenza impugnata limitatamente alla richiesta di applicazione di una sanzione sostitutiva ex artt. 20 bis cod. pen. e 545- dbis cod.proc.pen., con rinvio per nuovo giudizio sul punto alla Corte di appello di Perugia.

    La mancata decisione sull'istanza di sanzione sostitutiva proposta in appello impone l'annullamento sul punto e il rinvio al giudice d'appello per la relativa valutazione.

Massime di principio

  • Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche non costituisce un diritto dell'imputato: rientra nella discrezionalità del giudice, purché il diniego sia motivato sulla base di elementi concreti.
  • La censura in cassazione dell'entità dell'aumento di pena per la continuazione interna è inammissibile quando si limita a contestare valutazioni di merito già adeguatamente effettuate e non deduce specifici vizi rilevanti in sede di legittimità.
  • Quando la decisione d'appello dà atto di una richiesta di sanzione sostitutiva ma omette di pronunciarsi, la sentenza va annullata limitatamente alla richiesta e il punto deve essere sottoposto a nuovo giudizio davanti al giudice di rinvio.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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