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Ordinanza

Ordinanza n. 404/2026 - Milano, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione dell'efficacia del decreto (codice pratica -OMISSIS-) con cui in data 19.01.2026 lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura di -OMISSIS- ha revocato il nulla osta rilasciato in favore del lavoratore ricorrente in data 21.05.2024 su istanza del richiedente Sig. -OMISSIS- prodotta in data 18.03.2024.

Giustizia amministrativa202600941

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di revoca del nulla osta al lavoro per falsità del certificato di idoneità alloggiativa

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone in via cautelare la sospensione, il decreto con cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura ha revocato il nulla osta rilasciato in suo favore. La revoca è stata motivata dalla falsità del certificato di idoneità alloggiativa prodotto. Il ricorrente ha successivamente prodotto un nuovo certificato relativo a un diverso immobile, ma tale circostanza è stata ritenuta non idonea a superare la contestata falsità del documento originario.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza di fumus boni iuris. Ha ritenuto che l’art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998 imponga la revoca del nulla osta quando i documenti presentati siano stati ottenuti mediante frode oppure falsificati o contraffatti. Nel caso concreto, il Comune ha rilevato la falsità del certificato di idoneità alloggiativa e il ricorrente non ha sollevato contestazioni sostanziali su tale accertamento. La produzione di un nuovo certificato, riferito a un diverso immobile, non incide sul carattere vincolato della revoca e non consente quindi di ravvisare un apprezzabile fumus. La domanda cautelare è stata respinta; le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998

    se i documenti presentati sono stati ottenuti mediante frode o sono stati falsificati o contraffatti

    La disposizione impone la revoca del nulla osta quando i documenti presentati risultino ottenuti mediante frode o siano falsificati o contraffatti; la revoca ha carattere vincolato.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; nel caso concreto la domanda di sospensione è stata respinta per l’assenza di fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando sia accertato che uno dei documenti presentati ai fini del rilascio del nulla osta al lavoro è falso, falsificato o contraffatto, la revoca del nulla osta prevista dall’art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998 costituisce attività vincolata dell’amministrazione.
  • La produzione successiva di un certificato di idoneità alloggiativa relativo a un immobile diverso non elimina né rende irrilevante la falsità del certificato originariamente presentato e, pertanto, non incide sull’obbligo di revoca del nulla osta né fonda un apprezzabile fumus boni iuris nella domanda cautelare.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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