Sentenza n. 1888/2026 - Milano, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Lodi n. 288/2023 depositata in data 12/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Lodi che aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta docente, o altro equipollente, per gli anni scolastici 2020/21, 2021/22 e 2022/23
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Lodi n. 288/2023, passata in giudicato e ritualmente notificata, con la quale il Ministero era stato condannato a mettere a disposizione la carta docente, o altro equipollente, per tre annualità, per l'importo di 500 euro annui. Il Ministero non aveva adempiuto né effettuato pagamenti parziali. La ricorrente ha inoltre precisato che l'ottemperanza non riguardava le spese di lite liquidate nella sentenza ordinaria e distratte in favore dei difensori. Il Ministero, pur costituito, non ha contestato l'esistenza o l'entità del credito e non ha fornito indicazioni sull'andamento della procedura di pagamento. Il TAR ha rilevato il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Lodi. Ha ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti dovuti entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inadempimento, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Pavia e Lodi, con facoltà di delega a un dirigente o funzionario del medesimo ufficio, incaricandolo di provvedere entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza da parte della ricorrente e di compiere tutti gli atti necessari a carico e spese dell'amministrazione inadempiente. L'incarico è stato qualificato come adempimento connesso ai doveri d'istituto. L'ottemperanza è stata limitata al pagamento della carta docente e non ha riguardato le spese di lite distratte in favore dei difensori. Le spese del giudizio di ottemperanza sono state compensate, poiché la ricorrente aveva depositato soltanto tardivamente la copia del ricorso introduttivo del giudizio ordinario, documento necessario per individuare le annualità spettanti.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento
Il decorso del termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento consente di accertare l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a un titolo esecutivo giudiziale, ove il pagamento non sia stato effettuato.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza di condanna pecuniaria passata in giudicato e ritualmente notificata, decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, l'inerzia dell'amministrazione obbligata, non accompagnata da contestazioni sull'an o sul quantum del credito, integra inottemperanza.
- Quando l'amministrazione non esegue spontaneamente una sentenza di condanna pecuniaria, il giudice dell'ottemperanza può assegnarle un termine per adempiere e nominare preventivamente un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'ulteriore inutile decorso del termine assegnato.
- L'oggetto dell'ottemperanza è delimitato dal contenuto del titolo giudiziale e dagli elementi cui esso rinvia per determinare l'obbligazione; le statuizioni sulle spese di lite distratte in favore dei difensori non rientrano nel giudizio di ottemperanza se non sono state specificamente azionate.
- Il commissario ad acta può essere individuato in un organo dell'amministrazione finanziaria territorialmente competente, con facoltà di delega interna, e deve compiere gli atti necessari all'esecuzione sostitutiva a carico e spese dell'amministrazione inadempiente.
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