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Sentenza

Sentenza n. 7499/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'ottemperanza della Sentenza n. 3877/2025 emessa dal Tribunale di Roma, resa pubblica in data 29.03.2025.

Giustizia amministrativa202512901

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza, ai sensi dell'art. 114 c.p.a., deducendo l'inadempimento del Ministero rispetto alla sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, n. 3877/2025, passata in giudicato. Tale sentenza aveva accertato il diritto della docente a usufruire della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023 e aveva condannato il Ministero ad attribuirle la Carta per il valore complessivo di euro 1.000,00, oltre agli interessi dalla maturazione del diritto all'accredito sino alla concreta attribuzione. L'Amministrazione si è costituita con un atto di stile e non ha fornito chiarimenti o prova dell'avvenuta esecuzione del giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza. Rilevato l'inadempimento allegato dalla ricorrente e considerato che l'Amministrazione non aveva fornito elementi idonei a dimostrare l'esecuzione della sentenza, il giudice ha ritenuto applicabile il principio sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore richiamato da Cass. n. 13533/2001. Il giudice dell'ottemperanza deve dare esecuzione al contenuto del titolo giudiziale e non può rimettere in discussione i presupposti della pretesa già accertata nel giudizio di cognizione. È stato quindi dichiarato l'obbligo dell'Amministrazione di eseguire il giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per il caso di ulteriore inerzia, è stato nominato quale Commissario ad acta, senza compenso e con facoltà di delega, il direttore generale dell'Amministrazione competente, da attivarsi previa richiesta della ricorrente e con termine di 60 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in euro 250,00 oltre accessori di legge se dovuti, nonché al rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato e di nominare un Commissario ad acta in caso di inerzia.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    È la disposizione richiamata nel titolo giudiziale posto in esecuzione quale fondamento del diritto alla Carta elettronica del docente.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, una volta accertata l'efficacia del titolo giudiziale e allegato il suo mancato adempimento, spetta all'Amministrazione dimostrare l'avvenuta esecuzione o fornire specifici chiarimenti sull'adempimento; la mera costituzione con un atto di stile non è sufficiente.
  • Il giudice dell'ottemperanza deve dare attuazione al contenuto del giudicato senza rimettere in discussione i presupposti sostanziali della pretesa già accertata nel giudizio di cognizione.
  • In caso di mancata esecuzione del giudicato, il giudice può assegnare all'Amministrazione un termine per adempiere e nominare sin dalla sentenza un Commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'inutile decorso del termine e alla richiesta della parte interessata.
  • Il Commissario ad acta può essere individuato nell'organo dirigenziale competente dell'Amministrazione, con facoltà di delega e senza compenso, per assicurare l'esecuzione sostitutiva del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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