Cassazione Penale, Sentenza n. 12033/2023 del 22/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza di appello per tre motivi principali: (1) omissione, nella determinazione della pena, dell'applicazione della riduzione di un terzo prevista per l'opzione del rito abbreviato e mancata verifica della sospensione condizionale della pena; (2) censura sulla qualificazione giuridica della condotta, deducendo che l'esposizione del campione di salsiccia con solfiti non integra, neppure a titolo di tentativo, il reato previsto dall'art. 515 c.p. e che non può sussistere concorso tra gli artt. 440 e 515 c.p.; (3) doglianza sulla configurabilità dell'art. 440 c.p., sostenendo che non vi sia prova di un effettivo pericolo per la salute pubblica.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo: ha ritenuto che la Corte d'appello avesse omesso di applicare la riduzione di un terzo per il rito abbreviato e ha annullato la sentenza limitatamente alla determinazione della pena e alla valutazione della sospensione condizionale, rinviando ad altra sezione del giudice di merito per nuovo giudizio su tali punti. Ha invece respinto le restanti doglianze: ha confermato la qualificazione dei fatti come reati ai sensi degli artt. 440 e 515 c.p., ritenendo che l'esposizione in vendita della salsiccia adulterata costituisca condotta idonea al reato previsto dall'art. 515 c.p. anche senza avvio della contrattazione, e che sussista concreto pericolo per la salute pubblica, alla luce dell'elevata concentrazione di solfiti (286 mg/kg) riscontrata.
Norme richiamate
art. 163 cod. pen.
Disciplina la riduzione di pena per il rito abbreviato; la Corte ha ritenuto obbligatoria l'applicazione della riduzione nella determinazione del trattamento sanzionatorio, con conseguente possibile impatto sulla sospensione condizionale.
art. 440 cod. pen.
Regola i reati di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari a tutela della salute pubblica; la Corte ha ritenuto configurato il reato dato l'effettivo pericolo per la salute derivante dall'elevata concentrazione di solfiti nella salsiccia.
art. 515 cod. pen.
Sanziona la frode in commercio (consegna di cosa diversa da quella dichiarata); la Corte ha condiviso che l'esposizione in vendita di alimento adulterato è condotta idonea ed univoca a integrare, anche nella forma tentata, questo reato.
art. 444 cod. pen.
Richiamato in senso comparativo per i reati contro l'incolumità alimentare; la pronuncia evidenzia la distinzione tra le finalità dell'art. 440 (salute pubblica) e quelle delle norme sul commercio.
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Norma procedurale che ha consentito la trattazione scritta del procedimento in Cassazione; il Procuratore generale ha formulato conclusioni scritte ai sensi della disposizione.
Massime di principio
- La riduzione di pena per scelta del rito abbreviato (art. 163 c.p.) deve essere applicata in sede di determinazione del trattamento sanzionatorio; la sua omissione legittima l'annullamento limitato sul punto e il rinvio.
- L'esposizione in vendita di un prodotto adulterato, se idonea a far ingannare l'acquirente e finalizzata al commercio, può integrare il reato di frode in commercio (art. 515 c.p.) anche senza che sia iniziata la contrattazione.
- I reati di adulterazione/contraffazione di sostanze alimentari (art. 440 c.p.) e di frode in commercio (art. 515 c.p.) sono fattispecie autonome e possono coesistere nel caso concreto quando sussistono entrambi gli elementi costitutivi distinti (tutela della salute pubblica vs. leale esercizio del commercio).
- La configurabilità dell'art. 440 c.p. richiede prova dell'effettivo pericolo per la salute, ma tale pericolo può essere dimostrato anche tramite evidenze non necessariamente peritali quando la nocività è notoria e la concentrazione della sostanza pericolosa è elevata.
- La mera possibilità invocata dall'imputato che un campione fosse esposto a scopo dimostrativo non dissipa la valutazione di idoneità alla vendita se non è stata dedotta e provata concretamente; l'accertamento de visu e analitico (es. rilevazione dei mg/kg) costituisce prova rilevante.
- Se la Corte di merito omette di applicare benefici procedurali o sconti di pena spettanti per legge, il giudizio di cassazione può disporre l'annullamento limitato a tali aspetti con rinvio per nuovo calcolo della pena.
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