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Cassazione Civile, Ordinanza n. 40787/2021 del 20/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (condominio)

La controversia

La controversia nasce da un decreto ingiuntivo ottenuto da un comitato intercondominiale per il pagamento di contributi asseritamente dovuti da un condominio per la gestione di un'area verde inserita in un complesso edilizio. Il condominio ha proposto opposizione e il giudice di pace ha revocato l'ingiunzione; il tribunale ha poi rigettato l'appello del comitato, ritenendo non provata una valida adesione del condominio al comitato, né espressa né tacita. Il ricorrente ha proposto tre motivi di ricorso per cassazione: 1) violazione di norme di diritto per avere il giudice di merito escluso la natura di supercondominio e per avere ignorato l'assunto che il comitato operasse come consorzio di urbanizzazione con obbligo contributivo derivante dall'utilità delle aree gestite; ha inoltre dedotto l'esistenza di un giudicato esterno favorevole e l'erronea qualificazione delle delibere del comitato come nulle invece che annullabili; 2) violazione di norme di diritto per non avere riconosciuto la figura atipica del consorzio di urbanizzazione e per non avere ritenuto sufficiente, ai fini dell'adesione, anche un comportamento concludente, in presenza dell'utilizzo delle aree da parte del condominio; 3) omesso esame di una precedente sentenza tra le stesse parti, che avrebbe già ritenuto irrilevante l'adesione per la natura del rapporto e avrebbe affermato l'obbligo contributivo. La Corte ha esaminato preliminarmente e respinto l'istanza di riunione con altro procedimento, affermando che non ricorrevano i presupposti dell'art. 335 c.p.c. né quelli dell'art. 274 c.p.c., e che non è possibile utilizzare documenti tratti da altre cause per introdurre nuovi fatti in cassazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i primi due motivi non cogliessero la ratio decidendi della sentenza impugnata, perché il tribunale non aveva affermato la natura di supercondominio del complesso né aveva affrontato in astratto la disciplina dei consorzi di urbanizzazione, ma aveva fondato la decisione sulla mancanza di una valida manifestazione di volontà del condominio di aderire al comitato, né espressa né tacita, evidenziando: l'assenza di firma del condominio sugli atti costitutivi o sul comodato; la mancata adesione formale dell'amministratore; la mancata prova di un effettivo utilizzo dell'area verde; l'inesistenza di comportamenti concludenti idonei a dimostrare l'adesione; la mancata produzione di delibere assembleari o di clausole che prevedessero diversi meccanismi di adesione. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile perché il ricorrente non aveva riportato integralmente il testo della sentenza che assumeva passata in giudicato, limitandosi a richiami parziali e non autosufficienti. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità e al versamento dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla legge.

Norme richiamate

  • art. 335 c.p.c.

    La riunione in cassazione presuppone la pendenza di più ricorsi davanti alla stessa Corte, ma nel caso concreto non sono stati ravvisati i presupposti per disporla.

  • art. 274 c.p.c.

    La riunione per connessione richiede presupposti diversi da mere esigenze istruttorie; tali presupposti non sono stati ritenuti sussistenti.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il motivo di ricorso fondato sull'omesso esame di un fatto decisivo è stato reputato inammissibile per difetto di autosufficienza, in relazione alla dedotta sentenza passata in giudicato.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di inammissibilità del ricorso sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17, legge n. 228 del 2012

    Ha inserito la previsione dell'ulteriore contributo unificato richiamata dalla Corte.

Massime di principio

  • In cassazione, il motivo è inammissibile quando non si confronta con la reale ratio decidendi della sentenza impugnata, ma si limita a contestare questioni diverse o astratte non decisive per la decisione.
  • Quando il giudice di merito fonda la decisione sulla mancanza di adesione espressa o tacita a un rapporto consortile o associativo, la parte che invochi l'obbligo contributivo deve dimostrare con precisione l'esistenza di una valida manifestazione di volontà, anche per facta concludentia, non potendo far leva su mere utilità di fatto o su una generica fruizione del servizio.
  • La deduzione del giudicato esterno nel giudizio di legittimità è soggetta all'onere di autosufficienza: la parte deve riportare integralmente il contenuto della decisione che assume passata in giudicato, non essendo sufficiente il richiamo parziale o per estratto.
  • Non possono essere introdotti in cassazione nuovi fatti mediante il richiamo a documenti provenienti da altri giudizi, se quei fatti non risultano già allegati e discussi nei gradi di merito.
  • La riunione di procedimenti in cassazione non può essere disposta per ragioni istruttorie, ma solo in presenza dei presupposti processuali e di connessione previsti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese condominiali
RamiProcesso civileCondominio
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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